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Attacchi e giunti metallici per vetro strutturale

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Il vetro stratificato (o laminato), come abbiamo visto nei giorni scorsi, ha beneficiato alcuni anni fa dell’adozione di nuovi materiali per l’interstrato, i quali, costituendo un’alternativa molto efficace al PVB, hanno migliorato decisamente le caratteristiche tecniche ed il comportamento sotto carico del prodotto e permesso utilizzi sempre più ampi nel campo delle strutture. Questa evoluzione, grazie in particolare alla ricerca nel settore chimico, ha aperto la strada anche a nuove tipologie di attacchi metallici nati grazie ad un importante funzionalità assicurata da questi nuovi materiali per l’intercalare tra un vetro e l’altro, ovvero la possibilità di far aderire il metallo direttamente al vetro.

In pratica il fissaggio del metallo si può realizzare direttamente sull’interstrato fatto fuoriuscire opportunamente in fase di produzione dalle lamine, senza alcun tipo di foratura dei cristalli e senza soluzione di continuità, il che chiaramente migliora in modo davvero significativo il comportamento delle lastre una volta montate e sotto carico, perché si evita la formazione di punti in cui si possano concentrare gli sforzi e logicamente ne accresce anche al risposta in caso di rottura. Uno dei fissaggi più noti si chiama Geco ed è stato sviluppato dall’italiana Teleya. Si tratta di una delle aziende di punta del consorzio CoopSette, la cooperativa reggiana che sta svolgendo un importante percorso di ristrutturazione dopo la chiusura positiva del concordato fiscale di qualche mese fa, e si occupa in particolare di rivestimenti e coperture trasparenti in alluminio e acciaio, realizzando facciate continue e serramenti evoluti, operando sia sul mercato italiano che su quello estero. Nel 2006, dalla collaborazione con i tecnici di DuPont e sfruttando al meglio le caratteristiche chimico-fisiche del già citato Sentry Glas Plus, il materiale per interstrato alternativo al PVB, fu messo a punto il sistema Geco.

Quando viene utilizzato questo tipo di fissaggio si parla di vetrata a sospensione puntuale, in quanto, come detto, il Sentry Glas Plus viene fatto fuoriuscire dall’interstrato e connesso direttamente a piccoli elementi metallici, ad esempio di alluminio, che poi possono essere fissati direttamente alle strutture verticali e portanti. Questo tipo di attacco, insignito fra l’altro nel 2006 del Premio Costruire e di altri riconoscimenti nell’ambito del design industriale negli anni successivi, ha trovato molteplici applicazioni nelle realizzazioni di Teleya, a partire dalle vetrate del Centro Commerciale Montefiore di Cesena realizzato proprio nel 2006 da Coopsette, a cui sono seguite numerose altre applicazioni fino al nuovo polo onco-ematologico dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia che prevede l’utilizzo di facciate continue ad alto isolamento termo-acustico che copriranno un’area di 3.800 mq e che saranno interamente realizzate dall’azienda emiliana.

Sono chiaramente parecchi altri i produttori di sistemi di fissaggio che richiamano maggiormente a metodi più classici, sulla falsariga dell’ultratrentennale, ma sempre molto usato, sistema a rotules, per pannelli strutturali in vetro. Basti pensare al sistema FZP-G della Fischer, anch’esso risalente al 2006, che prevede, dopo opportuna foratura del vetro laminato e successiva tempera, l’inserimento ad avvitamento di quattro (o più a secondo della dimensione del pannello) ancoranti sottoquadro, che ha comunque portato ad eccellenti risultati realizzativi in termini di funzionalità ed estetica, basti pensare alla sede della FIFA, la federazione internazionale del calcio, a Zurigo oppure alla sede centrale del parlamento bavarese a Monaco. Anche Fischer si è avvalsa della collaborazione con i ricercatori di DuPont e, grazie ai numerosi stress test eseguiti in laboratorio, han potuto sviluppare e quindi commercializzare questo sistema di ancoraggio che, penetrando nel laminato per soli 6 cm, con un’altezza esterna del sistema limitata a 2,6 cm ha ridotto in modo sistematico la percezione visuale dell’ingombro, addirittura del 75%, garantendo comunque tenuta elevata ed ottimi comportamenti post-rottura, per la piena soddisfazione di designer e progettisti.

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