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Bioedilizia nelle chiese

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Alcune Chiese stanno prendendo in considerazione l’idea “sostenibile” di utilizzare la bioedilizia per tagliare un pò i costi e per dare una mano all’ambiente. Il fatto non è trascurabile considerando l’entità del patrimonio immobiliare ecclesiatico in questione. L’annuncio del fatto che alcune Parrocchie e Canoniche italiane saranno oggetto di ristrutturazioni, è stato dato da Mons. Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Nazionale CEI per i Problemi Sociali e il Lavoro, nell’ambito della giornata conclusiva del III Forum dell’Informazione Cattolica per la Salvaguardia del Creato, svoltasi il 15 giugno scorso, organizzato da Greenaccord a Firenze e dal titolo “Energia rinnovabile: una scelta etica”.

Le chiese sono grandi edifici, generalmente difficili da riscaldare e da illuminare. L’energia sostenibile è una delle sfide alle quali tutti sono chiamati a rispondere.La chiesa ha dichiarato, in tale contesto, di essere in procinto di proporre la questione al responsabile del settore edilizio e formare un gruppo di lavoro ad hoc in grado di fornire indicazioni in senso pastorale ma anche tecnico.

Al convegno si è parlato anche di Impronta Ecologica di produzione microbica dell’Idrogeno, di bio-plastiche e bioetanolo, fino alla geotermia: tematiche di estrema attualità ed urgenza ma che necessitano ancora di chiarezza ed approfondimento e che sono strattamente legate ad una presa di posizione etica. Il settore delle plastiche biodegradabili è ancora un “nano” rispetto alle capacità produttive e ai consumi delle plastiche non biodegradabili. Ma è uno dei campi dove la ricerca realmente orientata alle tematiche ambientali ha dato e sta dando i risultati più interessanti. Le plastiche biodegradabili possono rappresentare una soluzione ai sempre più onerosi, sia in termini economici che ambientali, problemi di smaltimento post consumo.

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