Bioarchitettura per la città a Mestre, riprogettare con Lucien Koll | Edilone.it

Bioarchitettura per la città a Mestre, riprogettare con Lucien Koll

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La tesi di Lucien Kroll, architetto e urbanista belga promotore dell’architettura partecipata, esposta sabato 3 giugno a Forte Marghera Mestre, luogo simbolo del recupero a uso collettivo di un’area di grande interesse storico per anni chiusa al pubblico. Intervenendo al Convegno Internazionale “Bioarchitettura per la città” nell’ambito della fiera del vivere naturale “Nature”, Kroll ha portato parole e immagini per indicare una via d’uscita possibile all’emergenza sociale che cova nelle periferie dei grandi centri urbani. “L’emergenza sociale nasce dalle brutte periferie, dai casermoni dei quartieri dormitorio «imposti» ai loro abitanti che rischiano di divenire focolai di violenza”. E’ questa la sintesi della sua tesi, valida all’estero come in Italia. Adduce come esempio il caso – a suo avviso esplicativo – della banlieue parigina, dove sono state date a fuoco diecimila auto e distrutti 126 edifici, proprio nei siti in cui erano sorti i grandi casermoni popolari; mentre nei quartieri vicini, privi di quello stesso tipo di architettura non è successo nulla.

Le idee di Kroll sono rintracciabili nelle sue realizzazioni. A Lovanio, in Belgio, ha costruito la Casa dello studente consultando i diretti interessati.
Ad Hellersdorf, un quartiere popolare di Berlino Est, l’architetto è stato chiamato dodici anni fa per correggere i mali di un complesso-alveare nato negli anni del razionalismo in chiave socialista. Partì dal coinvolgimento degli inquilini, per poi costruire un’opinione nell’ambito del gruppo e porre infine sè stesso – l’architetto – come colui cui spetta il compito di proporre, e non imporre, una soluzione, rispettando la complessità della realtà.

E’ questo un approccio che, attraverso il convegno su “Bioarchitettura per la città”, che ha messo a confronto a Forte Marghera studiosi italiani e stranieri, si vorrebbe sperimentare anche in Italia. Allo studio dei promotori del confronto, gli architetti veneziani Paola Malgarotto e Alberto Miggiani, l’ipotesi di coinvolgere gli abitanti delle aree centrali di Marghera con la consulenza di Lucien Kroll in un piano di ri-progettazione urbana della città industriale.
Un processo che si svilupperebbe dal basso, ovvero dalle esigenze di singole persone chiamate a dare un senso, e una funzione condivisa, allo spazio in cui abitano.

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