Zone franche urbane: incentivi per la riqualificazione | Edilone.it

Zone franche urbane: incentivi per la riqualificazione

wpid-Aree_urbane.jpg
image_pdf

Per le zone franche urbane (ZFU) istituite dalla legge finanziaria 2008 (L.244/2007), il Ministero per lo Sviluppo economico rende nota la costituzione di un apposito Fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni ’08 e ’09. Le Zone franche urbane (ZFU) sono aree individuate in quartieri o circoscrizioni con particolari situazioni di disagio sociale ed occupazionale e con un particolare bisogno di strategie per lo sviluppo e l’occupazione; l’unità di riferimento per la loro individuazione può essere il quartiere, la circoscrizione, o anche unità urbane diverse.

La legge, dopo aver stabilito i parametri socio-economici a cui devono rispondere queste aree, attribuisce al CIPE, su proposta del Ministero, la competenza a stabilire criteri più particolareggiati per la individuazione delle zone franche urbane e la distribuzione delle risorse; ciò è stato fatto con la delibera n. 5/2008.

Ad integrazione di ciò, il Ministero dello Sviluppo economico ha individuato gli aspetti tecnici e procedurali cui hanno dovuto attenersi i comuni, titolari dei compiti di elaborazione delle proposte, e le regioni, che hanno raccolto e valutato le proposte, per poi trasmetterle al MSE. I Comuni nel cui territorio ricadono le ZFU devono avere come requisiti minimi un numero di abitanti non superiore a 30.000 e non inferiore a 25.000 (in base ai dati ISTAT del 2006); un tasso di disoccupazione comunale superiore alla media nazionale nell’anno 2005. Le ZFU devono avere una dimensione demografica minima di 7.500 abitanti, una popolazione residente inferiore al 30% del totale della popolazione residente del comune, un tasso di disoccupazione superiore alla media comunale.

Sono state 11 le regioni a candidare i propri territori, 3 del Centro-nord e 8 del Mezzogiorno.

Gli interventi sono finalizzati alla riqualificazione di queste aree, tramite l’incentivazione, il rafforzamento e la regolarizzazione delle attività imprenditoriali localizzate al loro intermo.

La procedura di ammissione al finanziamento, dopo l’istruttoria del MSE, prevede l’autorizzazione della Commissione europea.

Gli indicatori di disagio socio-economico che il Ministero dello Sviluppo economico valuta, al fine di misurarne il livello di esclusione sociale, sono essenzialmente di quattro tipi: tasso di disoccupazione, tasso di occupazione, tasso di concentrazione giovanile, tasso di scolarizzazione (delibera CIPE 5/2008).

Per altre informazioni, consultare il sito http://www.governo.it/

Copyright © - Riproduzione riservata
Zone franche urbane: incentivi per la riqualificazione Edilone.it