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Tassa sulle gare: scattano gli aumenti

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Con la Delibera del 3 novembre 2010, l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha indicato le nuove modalità e i nuovi importi dei contributi obbligatori a carico di soggetti pubblici e privati.

Le quote sono differenziate in base all’importo posto a base di gara, ma con alcune differenze rispetto alle norme vigenti. Il limite minimo di 150.000 euro, sotto il quale oggi non si paga, per le stazioni appaltanti scende a 40.000, di conseguenza tra 40.000 e 150.000 euro gli enti appaltanti dovranno versare 30 euro.

La fascia da 500.000 a 1 milione di euro viene sdoppiata e le quote passano da 250 a 375 euro per le stazioni appaltanti, e da 40 a 70-80 euro per le imprese. La fascia compresa tra 1 milione e 5 milioni di euro prevede un contributo di 600 euro per le stazioni appaltanti, rispetto ai 400 euro attuali, e di 140 euro per le imprese  dai 70 di oggi.

Nella fascia oltre i 5 milioni di euro le stazioni appaltanti pagheranno 800 euro e non più 500, mentre le imprese pagheranno 200 euro nella fascia tra 5 e 20 milioni e 500 euro per la gare sopra i 20 milioni. Oggi pagano 100 euro nella fascia oltre i 5 milioni di euro; si tratta quindi di una quintuplicazione.

Le Soa continueranno invece a pagare all’Autorità un contributo pari al 2% dei ricavi dell’ultimo esercizio finanziario. Viene poi introdotto l’obbligo, per stazioni appaltanti ed enti aggiudicatori, di richiedere il numero identificativo univoco “Numero gara” e di inserire i lotti che compongono la gara, ai quali il sistema attribuirà il codice identificativo Cig. La richiesta del codice è obbligatoria per tutti i contratti pubblici, esclusi quelli per l’acquisto di energia elettrica, gas naturale, acqua all’ingrosso e armi.

di O.O.

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