Sicurezza sismica delle scuole ancora in ritardo | Edilone.it

Sicurezza sismica delle scuole ancora in ritardo

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Il Piano straordinario della messa in sicurezza delle strutture scolastiche,  considerando i diversi livelli di sismicità del territorio nazionale con particolare riguardo a quelle ubicate in zone a rischio sismico, prevede un fabbisogno complessivo prioritario di 4 miliardi di euro relativo a 22.258 (dei complessivi 42.000) edifici scolastici.

Esso è stato incluso nel Programma delle infrastrutture strategiche e redatto dal Ministero delle infrastrutture e trasporti, insieme con il Ministero dell’istruzione, università e ricerca, previa indicazione da parte delle Regioni degli edifici a più alto rischio sismico oggetto di adeguamento strutturale, ed è stato poi approvato dal CIPE. Nonostante ciò,la programmazione delle opere, negativamente influenzata da mancanza di pianificazione e da progettazione di base carente, ha spesso inseguito solo le disponibilità finanziarie piuttosto che le reali esigenze degli edifici scolastici. Questi dati emergono dalla relazione della Corte dei Conti sul Programma di messa in sicurezza degli edifici scolastici: solo 137 interventi del primo programma stralcio sono stati ultimati, 39 quelli del secondo programma.

“Al 31 dicembre 2009 dei 1593 interventi programmati, ne risultano attivati 1219 (77%), mentre ne risultano non avviati 374 (23%). I contratti di mutuo stipulati sono 971 (61%), mentre i lavori risultano aggiudicati o affidati per 463 interventi (29%)”, scrive la suprema magistratura contabile che sottolinea come “nell’attuazione degli interventi difficoltà sono state segnalate dalle Regioni per ritardi nel rilascio di pareri da parte degli enti competenti, per le difficoltà di reperire fondi per interventi collaterali sul medesimo edificio, nonché per mancanza di coordinamento di interventi diversi sul medesimo immobile finanziati con fondi provenienti da varie norme”.

La molteplicità di soggetti incaricati e la complessità delle procedure adottate non sempre permettono di addivenire in tempi brevi alla individuazione e alla realizzazione di opere ritenute necessarie, con immobilizzazioni di risorse che, se pur assegnate, non riescono ad essere utilizzate in tempi brevi. E’ necessario, poi, definire l’effettiva entità dei finanziamenti e dare organicità e stabilità nel tempo al trasferimento degli stessi per attuare una metodologia d’interventi che superi la filosofia dell’emergenza o della occasionalità per quella della programmazione. Inoltre, perché gli enti locali possano far fronte ai necessari interventi di edilizia scolastica, potrebbe valutarsi la possibilità, con adeguati strumenti normativi, di svincolarli per specifici investimenti in settori come quelli dell’adeguamento strutturale degli edifici scolastici, dal rispetto dei vincoli di bilancio nascenti dal patto di stabilità, vincoli che limitano la capacità degli enti (almeno di quelli che dimostrano capacità di realizzazione) a investire e a contrarre i mutui per la realizzazione delle opere.

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