Secondo un nuovo studio sull'innovazione e gli appalti pubblici, l'approvvigionamento innovativo sta gradualmente emergendo in molti paesi europei | Edilone.it

Secondo un nuovo studio sull’innovazione e gli appalti pubblici, l’approvvigionamento innovativo sta gradualmente emergendo in molti paesi europei

wpid-commissione_europea.jpg
image_pdf

Bruxelles, 18 aprile 2006 – Secondo un nuovo studio sull’innovazione e gli appalti pubblici, l’approvvigionamento innovativo, pur essendo al tempo stesso “non convenzionale e complesso”, sta “gradualmente emergendo in molti paesi europei e non solo”. Lo studio è stato elaborato per conto della Commissione europea dal Fraunhofer Institute tedesco per la ricerca sui sistemi e l’innovazione. Lo studio ha valutato i sistemi invalsi per gli appalti pubblici in 19 paesi, tra cui gli Stati membri dell’Ue a 15 a eccezione del Lussemburgo, riscontrando pochissimi esempi di politiche generalizzate in materia di appalti pubblici per l’innovazione con obiettivi strategici. Benché nello studio non manchino esempi di buone prassi, non esiste un unico modello organizzativo che potrebbe risultare valido per tutti i paesi e per tutti i settori. La relazione finale propone una serie di raccomandazioni, segnalando che la raccolta di informazioni e la condivisione del rischio rappresentano i due criteri chiave per il successo delle politiche. Per il primo criterio, la raccolta di informazioni, sono necessari l’interazione utente-produttore e l’apprendimento interattivo. “Nell’approvvigionamento pubblico innovativo la conoscenza delle esigenze dell’acquirente dev’essere trasferita ai potenziali fornitori, mentre la conoscenza, da parte dei fornitori, delle possibili soluzioni tecnologiche dev’essere trasferita in direzione contraria agli acquirenti”, si spiega nella relazione. Gli appalti pubblici innovativi richiedono senza dubbio maggiore interazione tra gli acquirenti e i potenziali fornitori rispetto a quelli “tradizionali”, come per esempio nel caso della cancelleria da ufficio, visto che le caratteristiche e le necessità degli acquirenti sono meno evidenti. La raccolta di informazioni si rivela inoltre molto più semplice ed efficace se è la stessa agenzia acquirente ad avere un’ottima conoscenza tecnologica che le consenta di comprendere e valutare le possibili soluzioni tecnologiche. Il secondo criterio, la condivisione del rischio, può essere tradotto in pratica attraverso una “suddivisione in fasi”, per cui si procede a testare un prototipo prima di completare la realizzazione di un nuovo prodotto o sistema. La relazione sottolinea quanto sia importante stabilire sin dall’inizio chi sarà a dover sostenere il rischio. In uno dei casi analizzati, la Benefit Card britannica, dopo che il rischio è stato trasferito quasi completamente al fornitore tutti i concorrenti, ad eccezione di uno, si sono ritirati, lasciando poche possibilità di scelta all’amministrazione aggiudicatrice. Tra gli altri scenari di gestione del rischio identificati nell’ambito dello studio se ne segnalano alcuni: suddividere un progetto complesso in più parti, estendere le procedure di negoziazione con successive fasi di discussione e più cicli di feedback, mantenere i diritti di proprietà intellettuale. Dopo aver valutato l’approvvigionamento innovativo in 19 paesi, il Fraunhofer Institute ha tratto la seguente conclusione: “Con l’eccezione di Stati Uniti e Regno Unito, per cui esistono politiche chiare e seguite attivamente, gli approvvigionamenti innovativi sono in gran parte il risultato di buone politiche ad hoc, una cultura valida e persone capaci”. Il Regno Unito è il solo Stato membro dell’Ue ad avvalersi di una procedura strategica che sfrutta gli appalti pubblici per favorire l’innovazione. L’approvvigionamento è divenuto parte integrante della strategia per l’innovazione del ministero britannico per il Commercio e l’industria (Dti), che sta ridefinendo le sue strutture e procedure. Paesi Bassi e Germania occupano il secondo posto nella classifica comunitaria: entrambi sono in procinto di adottare prassi strategiche. In Germania è attualmente in corso un processo di riorientamento. In altri paesi il dibattito sugli appalti pubblici innovativi è solo all’inizio e fa emergere gli ostacoli. In Austria e in Grecia, per esempio, i fornitori che non si aggiudicano un contratto presentano sistematicamente denuncia, fenomeno che rende gli acquirenti maggiormente avversi al rischio. In generale l’approvvigionamento pubblico innovativo è più avanzato in due settori, la sostenibilità e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic). Lo studio si è tradotto in una serie di raccomandazioni, tra cui quella di garantire l’impegno politico che, suggerisce la relazione, si persegue nel modo migliore restando nell’ambito dell’agenda di Lisbona dell’Ue. La relazione raccomanda inoltre di procedere a valutazioni e stime sistematiche, facendo nascere dei “clienti intelligenti” attraverso la formazione e il lobbismo da parte dell’industria e di altri soggetti interessati, e utilizzando una valutazione del ciclo di vita che tenga conto di tutti i benefici e i costi diretti e indiretti dell’intero processo di approvvigionamento
L’intero studio scaricabile in lingua inglese all’indirizzo:
Http://www.cordis.lu/innovation-policy/studies/gen_study13.htm
(fonte: marketpress)

Copyright © - Riproduzione riservata
Secondo un nuovo studio sull’innovazione e gli appalti pubblici, l’approvvigionamento innovativo sta gradualmente emergendo in molti paesi europei Edilone.it