Riforma dei lavori pubblici, le proposte dei professionisti tecnici | Edilone.it

Riforma dei lavori pubblici, le proposte dei professionisti tecnici

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Qualità, accessibilità, trasparenza ed economicità. Sono questi i principi cardine sui quali fondare il settore dei lavori pubblici. È quanto sostiene la Rete delle professioni tecniche – che raggruppa architetti; chimici; dottori agronomi e dottori forestali; geologi; geometri, ingegneri; periti agrari; periti industriali; tecnologi alimentari, in rappresentanza di oltre 600.000 professionisti -, auspicando una generale revisione delle norme di settore, anche in relazione al recepimento delle recentissime direttive europee.

A questo scopo la rete la Reteha organizzato il convegno sul tema “Sviluppo e occupazione: gli obiettivi della riforma dei lavori pubblici“, a Roma, presso il Teatro Quirino, nella mattina di giovedì 8 maggio 2014, con inizio alle ore 9,00. Al centro dell’incontro, il documento, redatto dalla Rete, che individua unaserie di correttivi per superare le storture più evidenti del Codice dei contratti e del Regolamento di attuazione. L’obiettivo dei professionisti tecnici consiste nell’avviare il processo di allineamento della normativa nazionale alla nuova direttiva appalti, approvata dal Parlamento europeo lo scorso 15 gennaio (leggi qui), che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro i prossimi due anni.

In sintesi, il documento condiviso dalla Rete individua, tra gli obiettivi, quello di aprire il mercato dei lavori pubblici, rimuovendo le regole attuali che impediscono l’accesso alle gare ai giovani ed ai meno giovani che non siano comunque in possesso di strutture professionali di notevoli dimensioni, con un numero notevole di dipendenti e con rilevanti fatturati. Inoltre, risulta essenziale promuovere un più facile affidamento dei servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti, rilanciando il fondo di rotazione per l’attingere le risorse, nonché garantire maggiore qualità delle prestazioni professionali, riducendo i ribassi eccessivi negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria con la procedura del prezzo più basso, introducendo lo scarto automatico dell’offerta anomala ed ampliando, contestualmente, il numero degli operatori economici invitati, almeno 10, al fine di rispettare gli orientamenti comunitari;

La Rete delle professioni tecniche propone anche di regolamentare in modo più chiaro ed efficace ruoli e diritti del professionista negli appalti integrati; di rilanciare il concorso di progettazione e di garantire maggiore trasparenza nelle gare per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria con procedure di selezione quali l’offerta economicamente più vantaggiosa o lo stesso concorso di progettazione, puntando su giurie miste – stazione appaltante/professionisti -, individuate a seguito di pubblico sorteggio.

Nel corso della prima sessione del convegno, il confronto tra i professionisti ed i rappresentanti della politica e delle istituzioni ruoterà dunque attorno agli argomenti sopra descritti, con l’obiettivo di individuare le regole principali che dovranno ispirare una revisione globale del quadro normativo di settore, oramai inderogabile, anche alla luce della nuova direttiva appalti approvata dal Parlamento europeo. Durante la seconda sessione, si affronterà il tema del reperimento delle risorse economiche, nazionali e soprattutto comunitarie, su cui puntare per il rilancio del settore dei lavori pubblici. La partecipazione è gratuita e dà diritto all’attribuzione di 3 crediti formativi. Il convegno sarà inoltre trasmesso in streaming, offrendo la possibilità di seguire i lavori anche presso sedi decentrate degli Ordini che volessero offrire tale opportunità ai loro iscritti.

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