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Reti di imprese: limiti delle modifiche soggettive

Le modifiche soggettive possono intervenire solo nella fase di prequalifica che in fase di presentazione dell'offerta, così come per le ATI e i consorzi

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Notevole importanza attengono le modalità nonché i limiti di applicazione al contratto di rete della disciplina delle modifiche soggettive dettate con riferimento ai raggruppamenti temporanei e ai consorzi ordinari.
Tale fattispecie è da affrontare prendendo a riferimento due diversi momenti:

– le modifiche che possono intervenire tra la fase di prequalifica e la fase di presentazione dell’offerta;

– le modifiche successive al momento della presentazione dell’offerta.

Con riferimento al primo punto, prendendo a riferimento quanto previsto al comma 12 dell’articolo 37 del D.Lgs. n. 163/2006, il soggetto invitato individualmente ha la facoltà di presentare offerta per sé ovvero quale mandatario di imprese riunite.
Sul punto la giurisprudenza, ormai prevalente, ammette tale possibilità sia nell’ipotesi in cui le imprese successivamente aggregate abbiano già superato, in via autonoma, la precedente fase di qualificazione, sia nell’ipotesi in cui si tratti di imprese non prequalificate (e la cui verifica in merito alla sussistenza dei requisiti andrà evidentemente operata in sede di offerta).
Tale disposizione sembra torni applicabile anche alle reti d’impresa.
Quindi anche nel caso in cui un’impresa che abbia presentato domanda di partecipazione in forma individuale, decida successivamente di presentare l’offerta non singolarmente ma attraverso lo strumento del contratto di rete, associando quindi altre imprese ai fini della partecipazione alla gara. Risulta opportuno precisare che il contratto di rete potrà essere formalizzato tra la fase di prequalifica e la fase dell’offerta, e per ipotesi appare ammissibile anche che il soggetto che si sia prequalificato individualmente aderisca a un contratto di rete già esistente.
L’unico vincolo che deve essere rispettato, secondo il dettato normativo, è che il soggetto originariamente invitato assuma la qualifica di mandatario (nel caso di conferimento di mandato) ovvero di capogruppo (nel caso di contratto di rete con organo comune di rappresentanza).
Per quanto riguarda le modifiche successive al momento della presentazione dell’offerta, il comma 9 dell’articolo 37 stabilisce, in relazione ai raggruppamenti temporanei e ai consorzi ordinari, un divieto di ordine generale, in base al quale è vietata qualsiasi modificazione alla composizione soggettiva dell’aggregazione rispetto a quella risultante in sede di offerta (a eccezione dell’ipotesi di fallimento della mandataria o delle mandanti, disciplinata dai successivi commi 18 e 19).
La modifica del raggruppamento non può essere operata ai fini di un sostanziale elusione della normativa, ipotesi che si verificherebbe qualora il soggetto estromesso dalla compagine associativa sia portatore di una situazione di irregolarità che avrebbe comportato, in caso di sua permanenza, l’esclusione dell’intero raggruppamento.

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