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Reti di impresa e le altre forme di aggregazione

Da sempre esistono forme di aggregazioni imprenditoriali, tra le ultime le reti di impresa. Ma in cosa si differenziano tra loro? Scopriamolo insieme

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Lo svolgimento di una determinata attività economica può essere attuata attraverso svariate forme di aggregazioni imprenditoriali, delle quali le reti di impresa è solo una delle sue forme più recenti.
Quella originaria è sicuramente il consorzio. Tuttavia, esistono tipologie più moderne e flessibili di forme associative come le associazioni in partecipazione (strumento volto ad un’organizzazione comune di una attività tra più soggetti), le associazioni temporanee di impresa nel settore degli appalti pubblici, le joint ventures soprattutto nel versante internazionale, ed il Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE).
Secondo il codice civile con il contratto di consorzio più imprenditori istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina o per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese (art. 2602 del c.c. rubricato Nozione e norme applicabili).
Il codice civile non regolamenta in dettaglio la disciplina dei consorzi che, quindi, hanno una regolamentazione più snella e capace di adattarsi alle differenti esigenze e per i diversi scopi delle società che lo compongono. Ne consegue che il consorzio risulta particolarmente efficace quando si intendano definire in maniera meno vincolante i rapporti tra i partecipanti.
Il GEIE, invece, è un contratto di collaborazione identico in tutti i paesi della Comunità. Ha lo scopo di facilitare la cooperazione tra soggetti appartenenti a diversi stati membri della CEE.
Infatti, i soggetti giuridici (persone fisiche, società o enti giuridici di diritti pubblico o privato costituiti conformemente alla legislazione di uno stato membro dell’U.E.), che esercitano un’attività economica in diversi paesi dell’Unione Europea, costituiscono un ente collettivo che svolge un’attività di ausilio e di coordinamento rispetto ai suoi membri, al fine di agevolare o sviluppare l’attività economica degli stessi.
Ci sono indubbie differenze tra Consorzio e GEIE. Infatti, se il consorzio è dotato di un proprio fondo la cui entità è liberamente determinata dai consorziati (art. 2612 c.c.), al contrario il GEIE può anche possedere un fondo proprio.
Inoltre, per le obbligazioni assunte nell’interesse del consorzio risponde esclusivamente il consorzio stesso con il fondo consortile (art. 2615 c.c.); nel GEIE, invece i membri hanno la responsabilità solidale e illimitata, mentre il GEIE non ha una responsabilità sua propria.
Per quanto riguarda la joint venture, questa si definisce come l’accordo tra due o più società commerciali allo scopo di mettere in comune dei mezzi per collaborare alla realizzazione di uno specifico affare o per il perseguimento di un interesse economico, finanziario o tecnologico.
Si tratta di un contratto atipico, cui si giunge al fine di perseguire uno scopo limitato nel tempo.
Mentre le associazioni temporanee di impresa (cd. ATI) sono caratterizzate dalla collaborazione tra più imprese per lo svolgimento di una attività definita e limitatamente al periodo necessario per il suo compimento e forse è questo il motivo per cui sono molto diffuse nell’ambito dei contratti pubblici regolati dal D.Lgs. 163/2006.
Ogni forma di aggregazione presenta vantaggi e svantaggi.
La forma del Consorzio, da un lato, ottimizza gli approvvigionamenti, permettendo di realizzare economie di scala e spuntare prezzi più bassi, realizza servizi per i consorziati a costi più contenuti di quelli di mercato, (es. formazione), organizza azioni di promozione (es. partecipazione ad eventi fieristici), partecipa gare d’appalto; realizza investimenti ingenti ripartendo i costi in modo da poterli rendere accessibili.
Dall’altro, però, la scarsa uniformità nella comunicazione, il limitato controllo e coordinamento nelle singole politiche commerciali, la limitata notorietà del marchio in assenza di cospicui investimenti in pubblicità e il rischio di conflitti all’ interno del gruppo per legami poco forti e poco vincolanti sono elementi di svantaggio per l’esistenza stessa dell’aggregazione.
L’assenza di formalità e la rapidità nella costituzione è invece tra gli innegabili vantaggi della Joint venture, poiché ciò apre alla possibilità di avere una facile via d’uscita ai venturer che vogliano risolvere anticipatamente la collaborazione.
Discorso simile anche per le ATI, la cui forma giuridica è snella e priva di “burocrazia”, sostanziandosi in un mandato con rappresentanza.
Tuttavia, l’assenza di personalità giuridica o di soggettività giuridica rappresenta uno svantaggio perché se nelle Joint venture, di norma, sono responsabili in solido le imprese partecipanti, nelle ATI la responsabilità solidale è dell’impresa capogruppo.
Ma che differenza sostanziale esiste tra queste forme e le reti di impresa?
Nel Consorzio, sono poste in comune alcune attività del processo produttivo, unendo una fase dell’attività tra i consorziati, nelle reti di imprese, invece, le attività vengono svolte in comune allo scopo di migliorare la competitività. Inoltre, nelle reti di imprese non è richiesta l’unificazione di una parte della propria attività commerciale/produttiva, da parte della singola impresa.
Nonostante entrambe le forme aggregative abbiano lo scopo cooperativo, è solo con il Contratto di rete che risulta possibile perseguire anche scopi lucrativi e non soltanto consortili, come previsto per i Consorzi.
Nel Consorzio, a differenza delle reti d’impresa, manca il “programma comune” quale momento essenziale dell’aggregazione.
Per quel che riguarda le ATI, la durata di quest’ultima, può considerarsi, rispetto alle reti d’impresa, breve, in considerazione del fatto che l’aggregazione risulta essere funzionale alla partecipazione ad un bando di gara o alla suddivisione di un lavoro altrimenti difficile da realizzare da parte di una sola impresa.
Nell’ATI, a differenza delle reti di impresa, l’azienda capogruppo si erge sulle altre acquisendo un ruolo predominante, in quanto rappresentante dell’aggregazione verso l’esterno.
Anche in questo caso, manca il “programma comune” quale momento essenziale dell’aggregazione.
Infine, Il Contratto di rete pur essendo simile al GEIE stabilisce che alla rete possono partecipare solo gli imprenditori.
Il GEIE, diversamente da quanto previsto per la rete, ha soggettività giuridica. Inoltre, l’obiettivo può anche essere diverso dal miglioramento della competitività delle partecipanti.
Il GEIE a differenza delle reti d’impresa deve essere composto da almeno due soggetti partecipanti, appartenenti a Stati membri diversi.

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