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Reti di impresa e il regime di responsabilità solidale nelle gare d’appalto

Con l'analisi della responsabilità solidale nell'esecuzione del contratto di appalto, termina qui la panoramica sulle reti di impresa

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Allo scopo di verificare la compatibilità dell’applicazione degli schemi di responsabilità dei raggruppamenti temporanei di imprese e dei consorzi ordinari anche al caso specifico del contratto di rete, bisogna porre l’attenzione sul contenuto dell’art. 37, comma 5, del codice dei contratti. Tale articolo delinea un sistema di responsabilità basato sul principio di solidarietà, che si declina diversamente a seconda che l’associazione temporanea sia di tipo orizzontale o verticale.
Nel primo caso, essendo identiche le competenze realizzative degli associati, tutti i componenti del raggruppamento sono chiamati a rispondere solidalmente nei confronti della stazione appaltante per l’eventuale inadempimento contrattuale di ciascuna componente dell’Ati o del consorzio.
Nel secondo caso, riguardando le competenze dei singoli associati o consorziati specifiche parti della prestazione, la responsabilità è invece ripartita tra l’impresa mandataria, che risponde per l’intero, e l’impresa mandante che, a causa del suo inadempimento, è chiamata a rispondere per la parte di propria competenza.
Ne consegue che presa a riferimento la disciplina dettata sia dal D.L. n. 5/2009 che dall’art. 37, comma 5, del codice dei contratti, ciascuna possibile configurazione del contratto di rete sembra dar luogo a un diverso regime di responsabilità.
Il contratto di rete sprovvisto di fondo patrimoniale e di organo comune, è quello che presenta maggiori similitudini con il raggruppamento temporaneo.
Quindi, sembra ragionevole ritenere che in merito a tali aggregazioni, non possa che scattare quel vincolo solidale descritto dall’art. 37, comma 5, del codice dei contratti, con le relative distinzioni tra formazioni di tipo orizzontale o verticale.
Nel caso in cui il contratto di rete contempli l’istituzione di un fondo patrimoniale comune nonché la nomina di un organo comune destinato a svolgere un’attività, anche commerciale, con i terzi (tra i quali vi rientra senza ombra di dubbio la contrattazione con la Pa), dovranno essere rispettate una serie di regole, tra le quali, per quel che riguarda il profilo della responsabilità, l’applicazione al fondo patrimoniale comune delle disposizioni sui fondi consortili contenute negli articoli 2614 e 2615, secondo comma, del codice civile, se compatibili, e la previsione in base alla quale, “per le obbligazioni contratte dall’organo comune, i terzi possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo comune“.
In realtà, con riferimento all’ipotesi che il contratto di rete preveda la costituzione di un fondo comune e la nomina di un organo comune, la norma stabilisce anche che, ” ai fini dell’iscrizione del contratto di rete nel registro delle imprese, e quindi dell’acquisto della soggettività giuridica, il contratto debba essere redatto per atto pubblico, per scrittura privata autenticata o per atto firmato digitalmente, nonché contenere una serie di ulteriori indicazioni quali, ad esempio, la denominazione sociale dei partecipanti e della rete, gli obiettivi strategici, il programma di rete e via dicendo
La determinazione n. 3 del 23 aprile 2013 dell’AVCP, ha condiviso l’applicabilità dell’art. 37, comma 5, al contratto di rete, specificando al tempo stesso che la responsabilità solidale ivi prevista non è però estendibile ai soggetti che, seppur facenti parte dell’aggregazione, non abbiano partecipato alla specifica procedura di gara.
Tuttavia, l’Avcp non sembra aver preso in considerazione le specifiche norme contenute nel D.L. 5/2009 con riferimento alle diverse forme di responsabilità attivabili in caso di costituzione di un eventuale fondo patrimoniale comune della rete.
O meglio, l’organismo di vigilanza ha affermato che il citato art. 37, comma 5, deve intendersi quale norma speciale prevalente su pattuizioni o norme volte a limitare detta responsabilità nei confronti della stazione appaltante, tra le quali debbono evidentemente rientrare anche le disposizioni di cui al D.L. 5/2009.

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