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Responsabilita’ solidale negli appalti: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

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Con la circolare n. 2/E del 1° marzo 2013, l’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di chiarimenti in materia di responsabilità fiscale tra committente, appaltatore e subappaltatore, in riferimento all’articolo 13-ter del Decreto Crescita, Dl n. 83/2012.

La nuova normativa ha introdotto la responsabilità dell’appaltatore con il subappaltatore per il versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto.

E’ stata introdotta, in capo al committente, una sanzione amministrativa che va da 5 mila a 200 mila euro, nel caso in cui esso provveda ad effettuare il pagamento all’appaltatore senza che questi abbia esibito la documentazione che attesti che i versamenti fiscali, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, siano stati correttamente eseguiti, eventualmente anche dal subappaltatore.

“Tale responsabilità”, precisa l’Agenzia, è comunque “limitata all’ipotesi in cui, pur in assenza della presentazione della documentazione, tali versamenti non risultino eseguiti dall’appaltatore o dall’eventuale subappaltatore. La documentazione può consistere anche nella asseverazione rilasciata da Caf o da professionisti abilitati”.

Già con la circolare 40/E l’Agenzia aveva ammesso, in alternativa alle asseverazioni prestate dai Caf e dai professionisti abilitati, la presentazione di una dichiarazione sostitutiva (ai sensi del Dpr n. 445 del 2000) con cui l’appaltatore/subappaltatore attesta l’avvenuto adempimento degli obblighi richiesti dalla disposizione. La stessa circolare precisava che la norma si applica ai contratti stipulati dal 12 agosto 2012.

Con la circolare 2/E l’Agenzia risponde a ulteriori richieste di chiarimento. Prima di tutto, è stato chiesto se l’articolo 13-ter del Dl n. 83 del 2012 trova applicazione solo in relazione ai contratti stipulati dagli operatori economici del settore edilizio, o se ha una portata generale.

La norma, precisa l’Agenzia. “trova applicazione sia nell’ipotesi in cui vi sia un contratto di subappalto, che presuppone la coesistenza di almeno tre soggetti economici distinti (committente, appaltatore e subappaltatore), sia nella ipotesi in cui l’appaltatore provveda direttamente alla realizzazione dell’opera affidatagli dal committente”. Nel delineare gli adempimenti del committente circa l’acquisizione della documentazione che attesti il regolare adempimento degli obblighi fiscali da parte dell’appaltatore, la stessa norma indica il subappaltatore come “figura eventuale, con ciò confermando l’applicazione della disposizione anche nelle ipotesi in cui il subappalto non sia previsto”.

A tal proposito, la circolare esplica che l’eventuale rinnovo del contratto “deve ritenersi equivalente ad una nuova stipula e, pertanto, la disciplina in esame è applicabile, a partire dalla data di rinnovo, anche ai contratti rinnovati successivamente al 12 agosto 2012”.

Restano escluse dall’applicazione della norma le stazioni appaltanti di cui all’articolo 3, comma 33 del Codice dei contratti pubblici, le persone fisiche prive di soggettività passiva ai fini Iva e il il “condominio” in quanto non riconducibile fra i soggetti individuati agli articoli 73 e 74 del Tuir.

Per facilitare l’adempimento della norma, in caso di più contratti intercorrenti tra le medesime parti, la certificazione attestante la regolarità dei versamenti delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva relativi al contratto d’appalto, può essere rilasciata in modo unitario.

La certificazione, inoltre, può essere fornita anche con cadenza periodica fermo restando che, al momento del pagamento, deve essere attestata la regolarità di tutti i versamenti relativi alle ritenute e all’Iva scaduti a tale data, che non siano stati oggetto di precedente attestazione.

Per i pagamenti effettuati mediante bonifico bancario o altri strumenti che non consentono al beneficiario l’immediata disponibilità della somma versata a suo favore, occorre “attestare la regolarità dei versamenti fiscali scaduti al momento in cui il committente o l’appaltatore effettuano la disposizione bancaria e non anche di quelli scaduti al momento del successivo accreditamento delle somme al beneficiario”.

Infine, nel caso in cui l’appaltatore o il subappaltatore cedano il proprio credito a terzi, l’Agenzia precisa che la regolarità fiscale relativa ai rapporti riferibili al credito oggetto di cessione può essere attestata nel momento in cui il cedente (appaltatore o subappaltore) dà notizia della cessione al debitore ceduto (committente o appaltatore).

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