Requisiti ambientali e appalti: quale futuro per gli esecutori di lavori pubblici? | Edilone.it

Requisiti ambientali e appalti: quale futuro per gli esecutori di lavori pubblici?

Il nuovo disegno di legge sulla Green Economy prevede numerosi meccanismi premiali per le imprese “verdi” che intendono partecipare all’aggiudicazione delle gare pubbliche

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Non solo nuove misure di green economy ma anche norme finalizzate al contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali, ecco gli ambiti in cui si muove il disegno di legge, approvato lo scorso 4 novembre scorso dal Senato della Repubblica.

Si tratta di un provvedimento contenente misure relative a diversi settori del sistema economico, incidente in particolare modo sul Codice dell’Ambiente (D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152) e su altre norme primarie.

Nel disegno di legge, tra gli altri, sono previsti interventi diretti a incentivare la mobilità sostenibile, consistenti nel finanziamento di progetti, predisposti da uno o più enti locali e riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore a 100.000 abitanti, diretti a incentivare iniziative di mobilità sostenibile, incluse iniziative di piedi bus, di car-pooling, di car-sharing, di bike-pooling e di bike-sharing.
Si prevedono finanziamenti per la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e scuola, a piedi o in bicicletta, di laboratori e uscite didattiche con mezzi sostenibili e di programmi di educazione e sicurezza stradale.
Si prevedono poi fondi ulteriori per la rapida istituzione delle aree marine protette e diverse specificazioni in materia di raccolta, trattamento e gestione di rifiuti di vario genere.

Di particolare interesse è il Capo IV, che si occupa invece delle disposizioni relative al Green Public Procurement.
In buona sostanza, è prevista la presenza di determinati requisiti ambientali per poter partecipare alle gare pubbliche. Il capo IV del disegno di legge, infatti, prevede disposizioni volte ad agevolare il ricorso agli appalti verdi, a promuovere l’adozione dei sistemi EMAS e Ecolabel UE e l’utilizzo dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici.

E’ prevista la modifica dell’articolo 75, comma 7, del Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 163/2006), con l’introduzione, nei contratti relativi ai lavori, della riduzione del 30 per cento dell’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo, per gli operatori economici in possesso di registrazione al sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS), o del 20 per cento per gli operatori in possesso di certificazione ambientale ai sensi della norma UNI EN ISO 14001.

Per i contratti relativi ai servizi o forniture, l’importo della garanzia o del suo eventuale rinnovo è ridotto del 20 per cento, per gli operatori economici in possesso, in relazione ai beni o servizi che costituiscono almeno il 50 per cento del valore dei beni e servizi oggetto del contratto stesso, del marchio di qualità ecologica dell’Unione europea (Ecolabel UE).

E’ inoltre prevista una riduzione dell’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo del 15 per cento, in materia di lavori servizi e forniture, per gli operatori che sviluppano un inventario di gas ad effetto serra ai sensi della norma UNI EN ISO 14064-1 o un’impronta climatica (carbon footprint) di prodotto ai sensi della norma UNI ISO/TS 14067.

Si propone inoltre l’arricchimento dei criteri di valutazione dell’offerta previsti dall’articolo 83, comma 1, del Codice dei contratti pubblici, con l’inserimento della lettera e-bis), che considera rilevante il possesso di un marchio di qualità ecologica dell’Unione europea (Ecolabel UE) in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto, in misura pari o superiore al 30 per cento del valore delle forniture o prestazioni oggetto del contratto stesso.

Le commissioni di gara, all’interno delle procedure da aggiudicare con l’offerta economicamente più vantaggiosa, dovranno valutare l’offerta avuto riguardo ai consumi di energia e delle risorse naturali, alle emissioni inquinanti e ai costi complessivi, inclusi quelli esterni e di mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici, riferiti all’intero ciclo di vita dell’opera, bene o servizio, con l’obiettivo strategico di un uso più efficiente delle risorse e di un’economia circolare che promuova ambiente e occupazione.

L’articolo 18 del disegno di legge, si occupa invece di disciplinare l’applicazione di criteri minimi ambientali negli appalti pubblici per le forniture e negli affidamenti di servizi, prevedendo l’inserimento dell’articolo 68bis del Codice dei contratti pubblici.

Le disposizioni previste dal disegno di legge si collocano in quel processo di efficientamento energetico e ambientale degli appalti pubblici intrapreso già da qualche anno dal legislatore italiano. In questo senso, si inseriscono anche le nuove direttive europee sugli appalti pubblici, attualmente in fase di recepimento.
Sarà quindi sempre maggiore l’attenzione del legislatore nei confronti degli operatori economici dotati di sistemi e procedure all’avanguardia dal punto di vista ambientale.

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