Progettista di lavori pubblici e incompatibilita': novita' per il Codice Appalti | Edilone.it

Progettista di lavori pubblici e incompatibilita': novita’ per il Codice Appalti

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La Gazzetta Ufficiale del 10 novembre ha pubblicato la legge comunitaria n. 161 del 30 ottobre 2014, che modifica una norma sull’incompatibilità del progettista di lavori pubblici. Si tratta dell’articolo 90, sulla progettazione, del Codice degli appalti, DLgs 163/2006.
La modifica del comma 8 dell’articolo 90 chiarisce e ribadisce che il progettista di un’opera (anche solo del progetto preliminare) non può essere affidatario dell’appalto (o concessione) dei lavori di realizzazione della stessa opera. L’incompatibilità vale anche in caso di subappalto e di cottimo.
Questo è il nuovo testo del comma 8 (in grassetto e tra parentesi il testo cancellato):
“Gli affidatari di incarichi di progettazione non possono (partecipare agli appalti o alle concessioni di lavori pubblici, nonché agli eventuali subappalti o cottimi) essere affidatari degli appalti o delle concessioni di lavori pubblici, nonché degli eventuali subappalti o cottimi, per i quali abbiano svolto la suddetta attività di progettazione; ai medesimi appalti, concessioni di lavori pubblici, subappalti e cottimi non può partecipare un soggetto controllato, controllante o collegato all’affidatario di incarichi di progettazione. Le situazioni di controllo e di collegamento si determinano con riferimento a quanto previsto dall’art. 2359 del codice civile. I divieti di cui al presente comma sono estesi ai dipendenti dell’affidatario dell’incarico di progettazione, ai suoi collaboratori nello svolgimento dell’incarico e ai loro dipendenti, nonché agli affidatari di attività di supporto alla progettazione e ai loro dipendenti”.
Il chiarimento era opportuno. Ma la vera novità sta nel fatto che il divieto non è assoluto. Infatti il nuovo comma 8bis, introdotto nello stesso articolo 90, stabilisce che detti divieti non si applicano qualora il progettista dimostri che l’esperienza acquisita nell’espletamento degli incarichi di progettazione non è tale da determinare un vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori.
Norma di non facile applicazione, perché presuppone una valutazione discrezionale da parte della stazione appaltante o della commissione aggiudicatrice dell’appalto.

L’autore


Enrico Milone

Architetto, laureato a Napoli nel 1958, inizia nel 1959 un’attività che, accanto a progetti edilizi e urbanistici (tra cui la sede degli uffici Inps a Terni e due torri del comprensorio di Tor Bella Monaca, di cui segue il coordinamento architettonico insieme a studio Passarelli e Alessandro Calza Bini), vede la partecipazione attiva alla vita culturale e professionale locale, nazionale e internazionale. Membro del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma dal 1975, tra il 1980 e 1985 ne è presidente. Nel 1986 entra a fare parte del Cna e nel 1993 diventa tesoriere dell’Uia. Grande esperto di questioni legate alla professione e al suo esercizio, è docente in numerosi corsi di aggiornamento per tecnici e nel 2001 diventa professore a contratto alle facoltà Roma Tre e Valle Giulia. A partire dalla fine degli anni ottanta inizia l’attività di pubblicista: è autore, tra l’altro, di Architetto. Manuale per la professione (Dei, 1989), del Nuovo Manuale dei capitolati (Mancosu, 2004) e del Manuale per la professione architetto-ingegnere (Mancosu, 2008) e cura rubriche per L’architettura. Cronache e storia, L’architetto Italiano e L’ingegnere.

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