Piano casa: le preoccupazioni delle PMI edili per la manovra | Edilone.it

Piano casa: le preoccupazioni delle PMI edili per la manovra

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Con la manovra economica approvata lo scorso 5 agosto alla Camera, tutto è pronto nella sostanza per la legge finanziaria di settembre. La cosiddetta manovra d’estate da 36,3 miliardi (di cui 31 a riduzione del deficit), avrà valenza triennale, quindi dal 2009 al 2011. La bozza della Finanziaria è stata illustrata da Tremonti nel corso di una Conferenza a Palazzo Chigi.

Ribadito l’impegno del pareggio di bilancio entro il 2011, deciso un uso attivo della Cassa Depositi e Prestiti per la realizzazione delle infrastrutture e del piano casa, che dovrebbe prevedere per il 2009 la costruzione di una prima tranche da 20 mila nuovi alloggi, «costruiti con il sistema del social housing». Ancora, l’intervento della Robin tax servirà a «evitare ulteriori riduzioni della spesa sociale», grazie ai 4 miliardi derivati che saranno utilizzati «per risparmiare tagli in settori sociali per noi meritevoli».

A proposito della manovra, Rinaldo Incerpi, Presidente di CNA-Costruzioni, e Fabrizio Marchi, Presidente di Aniem-Confapi, hanno espresso la preoccupazione delle imprese artigiane e delle PMI per un metodo di concertazione sui problemi dell’edilizia che sembra privilegiare l’interlocuzione con le sole grandi imprese.

Sergio Silvestrini, segretario generale della CNA, ha dichiarato: “La stesura finale mantiene un’impostazione favorevole alle imprese attraverso l’introduzione di misure di semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi. Si tratta di interventi più volte richiesti dalle organizzazioni di categoria. Nello specifico si interviene in materia di rapporto di lavoro, fisco, privacy, sicurezza sul lavoro, qualità e certificazione, installazione di impianti; tutti provvedimenti tesi a liberare risorse e creare opportunità di crescita e sviluppo. Particolare rilevanza assume inoltre l’intervento sul contratto di apprendistato che, riconoscendo l’impresa come luogo tipico della formazione, assegna alle parti sociali e agli enti bilaterali il ruolo di soggetti primari nella valorizzazione di un fondamentale contratto a contenuto formativo”. “La legge – prosegue il rappresentante della CNA – interviene con importanti misure di contenimento della spesa pubblica e di riqualificazione della stessa ma non prevede interventi diretti a sostegno della competitività delle imprese. In particolare non ci sono risorse aggiuntive adeguate a favore della ricerca e dell’innovazione. Va infine sottolineato che la pressione fiscale rimane sostanzialmente invariata. La manovra, pure nella mutata composizione delle entrate e delle uscite, non prefigura alcuna riduzione della stessa. La nostra Confederazione – conclude Silvestrini – ritiene che gli interventi approvati rappresentino un avvio di sicuro interesse ma lo scenario interno ed internazionale richiede provvedimenti strutturali in grado di rilanciare la competitivita’ delle imprese e rimettere in moto il Paese”.

Per approfondimenti, consultare il sito http://www.cna.it/

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