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Pagamenti alle imprese, confermata la regionalizzazione del patto di stabilita’ interno

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E’ stata riconfermata per il 2013 la regionalizzazione del patto di stabilità interno, il principale strumento a disposizione delle Regioni per limitare gli effetti negativi del patto e favorire lo sblocco dei pagamenti alle imprese, in particolare nell’ambito dei lavori pubblici. In particolare, con la legge di stabilità per il 2013 (art. 1, commi 122-126), viene riconfermato l‘incentivo per le Regioni che attuano lo strumento nella componente di compensazione verticale. L’incentivo, analogamente a quanto previsto nel 2012, è pari a 800 milioni di euro per il 2013.

Per beneficiare del contributo previsto dalla Legge di stabilità, le Regioni devono adottare le decisioni di regionalizzazione del Patto entro e non oltre il 31 maggio 2013.

Nell’annunciare la conferma dello strumento l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, ha sottolineato come la regionalizzazione del patto di stabilità interno abbia consentito nel triennio 2010-2012 di liberare 3,5 miliardi di euro di pagamenti (400 milioni nel 2010, 1,2 miliardi nel 2011 e 1,9 miliardi nel 2012) e permesso di alleviare le tensioni sul sistema economico locale.

Il contributo verrà ripartito tra le regioni beneficiarie come stabilito secondo l’accordo in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome (del 7 febbraio 2013). Per ciascuna regione, la cifra è destinata a coprire l’83,33% della quota che la regione cede agli enti locali al fine della rimodulazione degli obiettivi del patto di stabilità

interno. Ciò significa – spiega l’Ance – che le Regioni che, nel 2013, cedono spazi finanziari ai Comuni del proprio territorio, andranno a ricevere un contributo pari all’83,33% degli spazi ceduti, ottenendo pertanto risorse effettive a fronte della cessione di risorse virtuali; tali risorse effettive saranno da destinare all’estinzione anticipata del debito, cioè al pagamento dei residui passivi in conto capitale in favore dei creditori. In questo modo, la regionalizzazione del Patto da un lato offre alle regioni un meccanismo per aumentare, a costo zero, i pagamenti alle imprese del proprio territorio; dall’altro costituisce un’opportunità per le stesse Regioni di acquisire nuove risorse in un contesto di drastico taglio ai trasferimenti statali.

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