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Mose: per il governo si può procedere

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Anche se la vicenda non è ancora conclusa, almeno per il momento la posizione presa in seno al Governo è quella di procedere con la realizzazione del Mose. Con la votazione svoltasi lo scorso 10 novembre, in cui, con tre voti contrari (Rifondazione Verdi e sinistra Ds) e 2 astenuti; la maggioranza dei presenti si è espressa a favore, si è intanto sbloccata la situazione in cui si era arenato il progetto dopo lo stop posto da Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi, e dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari. La costruzione del Mose, il sistema di dighe mobili volto a proteggere Venezia dall’acqua alta è cominciata sotto il governo Berlusconi dopo una gestazione lunga, una quindicina d’anni. Il ripensamento imposto da Cacciari voleva portare anche ad un blocco dei lavori in attesa di valutazioni.
Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, da parte sua nella relazione presentata al Consiglio dei ministri, analizzava tutte le soluzioni possibili prese in considerazione dal Comune di Venezia per concludere che: «non sono emersi elementi nuovi tali da richiedere la modifica delle opere del sistema Mose, né d’altra parte è accettabile un’interruzione delle attività in corso per eventuali ulteriori approfondimenti».

Nella relazione del Ministro Di Pietro sul Progetto di regolazione della marea (MOSE), pubblicata a conclusione del Consiglio dei Ministri del 10/11/1/2006, si specifica che «Il progetto è stato sottoposto alla procedura di VIA di cui alla L. 349/86 nel 1995-1998, come richiesto dal Comune di Venezia al Comitato ex art. 4 L. 798/84 nell’adunanza del luglio 1995. La procedura si è conclusa con un parere di compatibilità ambientale negativo da parte del Ministero dell’Ambiente ed un parere positivo da parte del Collegio di Esperti internazionale, all’uopo nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Lo stesso CSLLPP rivalutò il progetto nel 1999 confermando, quindi, il proprio parere positivo e valutando negativamente le risultanze della V.I.A. di cui al Decreto in data 28.12.1998, adottato dal Ministro dell’Ambiente di concerto con il Ministro per i Beni e le Attività culturali. Stante una posizione di contrasto tra il Ministero dei Lavori Pubblici (Ente proponente l’opera) e il Ministero dell’Ambiente, la decisione finale è stata deferita al Consiglio dei Ministri ai sensi della L. 349/86 che, nel merito, ha deliberato nell’adunanza del 15.03.2001 di procedere con la progettazione delle opere».

Adesso, quindi, il governo, con la decisione appena presa, ripropone il Mose come l’unico modo per difendere la Serenissima dalle maree, ovvero continuando a costruire le tre barriere fluttuanti alle bocche della laguna. Questa è la decisione con cui il governo si presenterà la prossima volta che si riunirà il Comitatone, l’organismo che raggruppa tutti gli enti che si occupano della salvaguardia di Venezia e che dovrebbe sancire la fine della vicenda per la realizzazione del Mose.

Per il testo completo della relazione del Ministro Di Pietro sul Progetto di regolazione della marea (MOSE), consultare il sito:
http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/dettaglio.asp?d=29714

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