Mobilitazione Cgil-Fillea : 99 cantieri entro ottobre | Edilone.it

Mobilitazione Cgil-Fillea : 99 cantieri entro ottobre

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Da lunedì 15 giugno è in corso la settimana di mobilitazione lanciata dalla Cgil e dalla Fillea nelle regioni del Mezzogiorno per chiedere – con oltre 35 iniziative sul territorio – centralità al tema del Mezzogiorno e l’apertura immediata di 99 cantieri di opere pubbliche tutte immediatamente cantierabili, sotto la soglia dei cinque milioni di euro, molte di queste ferme da anni, in grado di assumere una rilevante funzione anticiclica e di creare rapidamente nuova occupazione, su cui il sindacato stima si possano sviluppare in pochissimo tempo oltre 31mila posti di lavoro.

Cgil e Fillea hanno individuato e proposto  99 opere sotto i 5 milioni di euro immediatamente cantierabili nelle sette regioni del Mezzogiorno  escludendo l’Abruzzo, che ha bisogno di un investimento corposo e straordinario per la ricostruzione.  Un investimento totale di 2,6 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi disponibili, per creare 31 mila posti di lavoro e concludere opere utili alle comunità locali. Questi gli obiettivi resi noti nel comunicato Fillea.

Opere stradali, ferroviarie, edilizia abitativa e scolastica, aree industriali, opere portuali, acquedotti, fogne, impianti fotovoltaici, parcheggi, centri direzionali: di queste 10 opere sono in Molise, 15 in Campania, 10 in Basilicata, 24 in Puglia, 17 in Calabria, 11 in Sicilia, 11 in Sardegna.

“Piccole opere che possono dare grandi risultati consentendo, nel momento più acuto della crisi, di intervenire in quella parte della penisola che più sta pagando il prezzo della difficile congiuntura economica e che più ha bisogno di interventi infrastrutturali” dichiara la segretaria confederale Cgil Vera Lamonica. Opere che, a suo giudizio, “rappresentano anche un forte segnale politico per richiamare l’attenzione sul Mezzogiorno, sulla programmazione disattesa e sulla necessità di investimenti straordinari perché straordinaria è la portata della crisi”. Il governo “ha dimenticato il Mezzogiorno – prosegue la segretaria confederale – e lo dimostra il progressivo depauperamento delle risorse in forza al Fas (i fondi europei per le aree sottoutilizzate, ndr) e la nuova distribuzione decisa nella riunione del Cipe del 6 marzo 2009, in cui oltre a smantellare di fatto quanto programmato nel ‘Quadro di Sostegno Nazionale’, vengono messi in forte dubbio i criteri per la distribuzione delle risorse che dovrebbero essere assegnate per l’85 per cento alle Regioni del Mezzogiorno. Non è tollerabile che l’esecutivo finanzi le sue politiche di contrasto alla crisi togliendo risorse al Mezzogiorno”.

Le ragioni dell’iniziativa emergono dalle dichiarazioni del  segretario generale della Fillea, il sindacato degli edili, Walter Schiavella: “Nel Mezzogiorno i dati dell’ultimo trimestre del 2008 evidenziano una forte contrazione degli addetti del settore, che scendono del 3 per cento per i dipendenti e del 9,4 per quelli indipendenti. I dati delle casse edili ci dicono che in Italia in questi mesi abbiamo perso il 10 per cento dei posti di lavoro e che si è ridotto del 30 per cento il monte salari. L’Istat segnala per il primo trimestre 2008 il calo del 12,3 per cento dell’indice di produzione nelle costruzioni rispetto allo stesso periodo del 2008. Cosa aspetta ad intervenire il governo, considerando che l’apice della crisi nell’edilizia è previsto per la fine del 2009?”.

Aggiunge poi il dirigente della Fillea: “L’esecutivo risponde alla crisi mettendo in fila promesse, bugie, approssimazione, mentre gli altri paesi europei mettono soldi veri su edilizia ed infrastrutture per fare da volano per la ripresa. La Spagna, ad esempio, ha investito circa 8 miliardi di euro per finanziare un programma che prevede la cantierizzazione di oltre 30.000 opere di costo inferiore ai 5 milioni entro il dicembre 2009, garantendo così la creazione di 280.000 posti di lavoro. Sarebbe bastato un “copia ed incolla” dal programma spagnolo o di qualsiasi altro paese per far seguire alle promesse i fatti concreti. Ed invece – prosegue Schiavella – abbiamo assistito ad una serie di annunci vuoti, sulle grandi infrastrutture la delibera Cipe non ha erogato ancora un solo euro di spesa, sul piano casa si sono liberati solo i 350 milioni previsti dal governo precedente, sul piano edilizia addirittura l’annuncio del piano e l’attesa dei provvedimenti regionali sta producendo un effetto boomerang sulle ristrutturazioni, infine sulle piccole opere infrastrutturali degli Enti Locali non si è fatto nulla per sbloccare il patto di stabilità e con esso i fondi appostati da Comuni e Province”.

Per la mappa completa delle iniziative sul territorio nazionale, consultare il sito
www.filleacgil.it

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