Mobilità pubblica e riqualificazione urbana: caso tramvia a Firenze | Edilone.it

Mobilità pubblica e riqualificazione urbana: caso tramvia a Firenze

wpid-firenze_duomo.jpg
image_pdf

La chiamata al voto dei cittadini fiorentini rappresenta una importante occasione di chiarimento tra chi intende operare per dare alla città una identità nuova ed europea e chi si mantiene su posizioni conservatrici. Domenica 17 febbraio, nella città di Firenze si potrà votare dalle 8 alle 22 in 234 seggi elettorali per il referendum, sia pure consultivo, contro il nuovo sistema tranviario che interesserà anche alcuni territori limitrofi a quello comunale. In particolare, la contestazione riguarda la programmata realizzazione di due linee passanti per il centro storico. Per la costruzione dell’intero sistema tranviario verranno investiti più di 660 milioni di euro. Inoltre, è in fase avanzata di progettazione una nuova rete tranviaria nel comune di Prato che potrebbe collegarsi con la rete fiorentina.   

A fronte di posizioni contrarie già espresse fin dal 2007, lo scorso 13 febbraio è stato presentato un articolato documento che, a partire dall’analisi e dalla sostanziale condivisione delle opere infrastrutturali previste nell’area fiorentina, sostiene la prosecuzione dei lavori di realizzazione del sistema tranviario e rivolge un appello ai cittadini alla partecipazione e per il NO ai quesiti del referendum del 17 febbraio. A sottoscriverlo, 277 tra docenti universitari, ricercatori universitari, ricercatori CNR e di altri istituti scientifici, dirigenti e dipendenti presso gli stessi istituti. Nel documento, la tramvia viene considerata nell’ambito delle altre importanti opere pubbliche già previste e in corso di attuazione (terza corsia autostradale e opere connesse, treno ad alta velocità/alta capacità e opere connesse). Si sostiene che il sistema tranviario, “se correttamente connesso con il sistema ferroviario, nazionale e locale, con gli assi di penetrazione della città e con il sistema dei parcheggi, può consentire un salto di qualità per la mobilità dell’intera area. E ciò anche per le caratteristiche specifiche delle tramvie di ultima generazione: grande capacità di trasporto; tempi certi di percorrenza e puntualità; massima accessibilità, anche per gli utenti deboli (anziani, disabili); impatto atmosferico locale nullo e impatto vibro-acustico ridottissimo”.
Il documento evidenzia come “lo stesso limite della tramvia, quello di impegnare lo spazio urbano in superficie, si è rivelato nelle numerose realizzazioni europee delle ultime due decadi uno dei suoi punti di forza. La sua realizzazione, infatti, impone una riprogettazione dello spazio urbano attraversato, con la possibilità di riqualificarlo e liberarlo per l’uso pubblico e a favore degli utenti deboli e della mobilità ciclo-pedonale”. I sottoscrittori, “pur sottolineando la necessità che la progettazione esecutiva delle opere sia curata con grande attenzione al fine di massimizzarne i vantaggi e senza escludere una futura integrazione con ulteriori interventi”, ritengono che “l’appuntamento referendario relativo alle linee 2 e 3 della tramvia fiorentina costituisca un importante momento in cui affermare con decisione che i lavori di trasformazione della città vanno semmai accelerati e certamente non fermati”. Il documento si conclude con un appello al voto e “a dire con fermezza NO a coloro che vorrebbero far ripiombare Firenze nell’immobilismo del non‑fare”.

Dall’altra parte, per gli oppositori del progetto, “Piazza Duomo si può pedonalizzare senza il passaggio della tramvia e senza i 2300 autobus che attualmente ci passano ogni giorno: si può fare, se c’è la volontà politica dell’Amministrazione Comunale e se si riorganizza il trasporto pubblico nel centro storico”. Così afferma Mariarita Signorini d’Italia Nostra nazionale, che anticipa un’ipotesi concreta, in fase di studio. “L’ipotesi parte dalla cancellazione del ramo della linea 2 di tramvia che da piazza Stazione attraversa il centro e piazza Duomo fino a piazza della Libertà – aggiunge Signorini – e prevede non solo il potenziamento e modifica delle quattro linee di bussini elettrici ma anche una nuova quinta linea di bussini che circumnaviga piazza del Duomo, scambiando con la tramvia in piazza dell’Unità e con gli autobus a metano e ibridi anche in via dè Pecori-piazza dell’Olio e in piazza S.Marco”.

Nello scenario della questione “tramvia” di Firenze, appaiono anche la posizione assunta da Legambiente, espressa dall’onorevole Ermete Realacci, insieme all’indagine Cresme su Firenze, condotta nel periodo 15 dicembre 2007-15 gennaio 2008 e presentata lo scorso 13 febbraio.

Secondo la ricerca Anci-Cresme Consulting “Mobilità pubblica e riqualificazione urbana“, la tranvia potrà portare a Firenze meno inquinamento, più persone trasportate, maggior confort, più velocità e una rivalutazione degli immobili fino al 10% per un valore di ben 1750 milioni di euro.

Il focus su Firenze, presentato nella stessa città il 13 febbraio u.s. dall’onorevole Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, dal sindaco di Firenze e presidente Anci Leonardo Domenici, dal presidente di Cresme Consulting, Roberto Mostacci e da Giancarlo Guiati, Presidente di GTT, l’azienda di trasporto pubblico di Torino, rappresenta il primo approfondimento specifico dello studio presentato dall’Anci il 31 gennaio scorso su dieci città, cinque italiane (Padova, Messina, Torino e Palermo) e cinque straniere (Londra, Lille, Sheffield, Strasburgo e Grenoble), riguardante il rapporto fra gli investimenti pubblici in opere di mobilità sostenibile, la riqualificazione urbana e il patrimonio immobiliare. E’ stato condotto su un campione di 92 agenzie immobiliari distribuite lungo gli assi viari nei quali si svilupperanno le tre nuove linee tranviarie.
I risultati sulle dieci città prese in esame confermano che il nodo cruciale dello sviluppo urbano è proprio il traffico e mettono in evidenza che la tranvia può consentire un miglioramento della mobilità con notevoli vantaggi ambientali, sociali e anche economici”. Il problema della mobilità urbana e delle infrastrutture atte ad affrontarlo, tocca in modo controverso le città storiche contraddistinte da un patrimonio storico-architettonico che si teme di danneggiare o contaminare in modo irreparabile.
Secondo lo studio di Cresme Consulting la tramvia è in grado di liberare dal traffico privato le aree interessate dal suo passaggio, abbattendo del 30% la produzione di CO2 e di contrastare la crescita del numero di automobili nel nostro Paese che è tra i più alti d’Europa (62 veicoli ogni 100 abitanti: più veicoli che guidatori, contro una media UE di 49).
Investire sul tram in Italia e a Firenze oggi ha un significato soprattutto se si confrontano le capacità di trasporto dei diversi mezzi: un autobus o un filobus da 12 metri permette di trasportare da 800 a 1.300 persone/ora; veicoli simili, ma autosnodati, con una lunghezza complessiva di 18 metri, arrivano a 1200/1800 persone/ora. Un tram tradizionale, secondo la lunghezza e la versione, può trasportare tra 2.500 e 5.000 passeggeri/ora. Le metropolitane di tipo leggero sono capaci invece di trasportare da 4.000 a 9.000 passeggeri/ora e quelle di tipo tradizionale fino a 30.000 passeggeri/ora.
Senza contare che a fronte di un investimento di 500 milioni di euro, come nel caso di Firenze ad esempio, l’incremento a regime dei valori immobiliari della città è pari a 1750 milioni, con un moltiplicatore di 3.5 volte a favore dei ricavi privati rispetto ai costi pubblici.
Naturalmente questi effetti positivi non sono immediati. Sono necessari infatti alcuni anni affinché il percorso di riqualificazione arrivi a regime.

Nel passato di Firenze c’è già un’esperienza storica in materia di tram, anche se poi rinnegata. La città è stata leader in Italia per il sistema della mobilità su tram con la prima linea tramviaria attivata nel 1879 e una linea tramviaria elettrica, la Firenze-Fiesole nel 1890. Oltre alla linea urbana, Firenze nella prima metà del XX secolo aveva altre 12 linee tramviarie, per un totale di 210 km di linee, alcune dismesse poco prima o durante la seconda guerra mondiale.

Per altre informazioni, consultare il sito web:
http://www.anci.it

 

 

 

Copyright © - Riproduzione riservata
Mobilità pubblica e riqualificazione urbana: caso tramvia a Firenze Edilone.it