Legge 80/2014: le modifiche per il codice appalti | Edilone.it

Legge 80/2014: le modifiche per il codice appalti

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La legge 80 del 23 maggio 2014 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 27 maggio) ha convertito in legge il decreto legge 47 del 28 marzo, recante misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015. La legge affronta la materia dell’edilizia sotto numerosi aspetti, tra i quali il rilancio delle costruzioni, il bonus mobili per le ristrutturazioni, la tutela degli acquirenti di alloggi, il rilancio dell’edilizia residenziale sociale.

Nel settore dei lavori pubblici, tratta del recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica, della qualificazione delle imprese di costruzione generali e di quelle specialistiche, di nuove regole per i raggruppamenti temporanei di imprese, dei requisiti per la partecipazione a gare per incarichi di verifica dei progetti. Per gli architetti e gli ingegneri alcuni sono i punti di maggiore interesse.

Modifiche agli appalti di lavori pubblici per le imprese sia specialistiche che generali

L’articolo 12 riduce i vincoli per gli appalti di lavori specialistici, anche se fra un anno verranno nuovamente riscritte le norme di qualificazione; sono fatti salvi i bandi di gara approvati da ottobre 2013 a fine aprile 2014; requisiti minimi per le mandanti e le mandatarie anche negli appalti di forniture e servizi. La norma in primis individua una soluzione temporanea alla disciplina sulla qualificazione ed esecuzione dei lavori specialistici. Poi modifica le disposizioni che regolano la partecipazione alle gare dei raggruppamenti temporanei di imprese. Inoltre, introduce una disposizione finalizzata a facilitare l’accesso alle gare per l’affidamento degli incarichi di verifica dei progetti.

Raggruppamenti temporanei di imprese

I commi 8 e 9 dell’articolo 12 introducono modifiche alla normativa in materia di partecipazione alle gare dei raggruppamenti temporanei di imprese. In particolare, viene ridisegnata la disciplina delle modalità di ripartizione dei requisiti di qualificazione tra le imprese raggruppate. Il comma 8 abroga il comma 13 dell’articolo 37 del Codice degli appalti pubblici (dlgs 163/2006). Mentre il comma 9 sostituisce il comma 2 dell’articolo 92 del Regolamento (dpr 207/2010). La nuova disciplina vale solo per i lavori, e quindi le imprese che li appaltano, e non anche per le forniture e i servizi. Servizi che possono riguardare i professionisti che progettano e dirigono i lavori pubblici.

Verifiche dei progetti, norma transitoria

Il comma 11 dell’articolo 12 contiene una disposizione che riguarda anche i professionisti e le società professionali. La norma è finalizzata a facilitare l’accesso alle gare per l’affidamento degli incarichi di verifica dei progetti, prorogando di due anni la norma transitoria in base alla quale è consentito comprovare i requisiti di partecipazione alle gare richiesti alle società che operano nell’attività di verifica dei progetti, anche con attività di progettazione, direzione dei lavori o collaudo (11. Al fine di garantire adeguate condizioni di concorrenza nella qualificazione degli operatori economici nelle procedure di affidamento di incarichi di verifica dei progetti di opere pubbliche, si modifica l’articolo 357, comma 19, del dpr 207/2010 sostituendo le parole “tre anni” con “cinque anni”).

Ripristino bonus ristrutturazioni e arredi

Superando i limiti posti dalla legge di stabilità, anche al fine di agevolare i settori degli arredi e degli elettrodomestici, l’articolo 7, ai commi 2 bis e 2 ter, stabilisce che, nelle ristrutturazioni, la detrazione fiscale per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici entro il tetto di spesa di 10.000 euro è svincolata dall’importo delle spese per la ristrutturazione stessa. È cioè consentito anche se detta spesa supera quella dei lavori di ristrutturazione. L’agevolazione è valevole fino alla fine del 2014.

Case mobili ancorate al suolo in campeggi: cancellato l’obbligo di Permesso di costruire

Nel trambusto parlamentare precedente al voto di fiducia, ancora una volta una “manina” ha inserito e fatto approvare una piccola “semplificazione” tramite l’articolo 10ter; è stato modificato l’articolo 3 comma 1 lettera e.5 del Testo Unico dell’Edilizia, mettendo l’espressione “e salvo che” al posto della parola “ancorché”. Ciò faciliterebbe l’esclusione delle case mobili dall’obbligo di permesso di costruire, anche se installate con “temporaneo ancoraggio al suolo”. La norma era stata una prima volta modificata, con lo stesso fine, con la legge 98/2013. È evidente il rischio proliferazione di case prefabbricate nei campeggi, in zone richieste dal turismo e spesso paesaggisticamente pregevoli. La norma del Testo Unico elenca i casi di lavori abilitabili solo con il permesso di costruire. Ecco la norma modificata: TUE Articolo 3 comma 1e Interventi di nuova costruzione. e.5) e.5) l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee e salvo che siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno dei turisti.

Occupazione abusiva di immobili

L’articolo 5 stabilisce che chi occupa senza alcun titolo un immobile non può chiedere la residenza e l’allacciamento ai pubblici servizi (gas, luce, acqua). In particolare, chi occupa abusivamente alloggi di edilizia residenziale pubblica non può partecipare a procedure di assegnazione di alloggi sociali per i successivi 5 anni.

Edilizia residenziale sociale

L’articolo 10 disegna un Piano Casa con disposizioni complesse volte all’incremento degli alloggi sociali in locazione, e che presuppongono interventi delle Regioni e dei Comuni. Ci limitiamo a riportare il testo del primo comma dell’articolo, che riassume le finalità dell’operazione Casa, quasi un Manifesto.

In attuazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, il presente articolo è finalizzato a perseguire la riduzione del disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati attraverso l’aumento dell’offerta di alloggi sociali in locazione, senza consumo di nuovo suolo rispetto agli strumenti urbanistici vigenti, favorendo il risparmio energetico e la promozione, da parte dei Comuni, di politiche urbane mirate ad un processo integrato di rigenerazione delle aree urbanizzate e dei tessuti edilizi esistenti attraverso lo sviluppo dell’edilizia sociale.

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