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Le SOA devono accertare la falsità di documenti o dichiarazioni

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Sul sito internet dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici è stato pubblicato il Regolamento che disciplina il procedimento, di competenza dell’Avcp, per accertare la responsabilità delle imprese che presentano documentazione o dichiarazioni false, ai fini della qualificazione, e il connesso procedimento per l’esercizio del potere sanzionatorio da parte dell’Avcp.

L’Autorità ha inoltre emanato un comunicato alle Società Organismo di Attestazione (SOA) in cui si definiscono le linee guida per l’attivazione dei procedimenti, finalizzate al coordinamento delle due fasi di accertamento propedeutiche all’annotazione nel casellario informatico.

La normativa recente, infatti, ha introdotto delle novità ponendo a carico delle SOA il compito di accertare la presentazione di documentazione o dichiarazioni false da parte delle imprese per la successiva segnalazione all’Autorità. Quest’ultima, se ritiene sussistente l’ipotesi del dolo o della colpa grave, dispone l’iscrizione nel casellario informatico dell’impresa responsabile delle falsità, ai fini dell’interdizione per un periodo di un anno dalla partecipazione alle procedure di gara e dagli affidamenti di subappalto, nonché dal conseguimento dell’attestazione di qualificazione.

La SOA, ricevuta in qualsiasi modo la notizia della falsità della documentazione o della dichiarazione resa dall’impresa in sede di attestazione, deve procedere al tempestivo avvio del procedimento di accertamento, che deve essere comunicato sia all’impresa che all’Autorità e inserito nel Forum.

La Società Organismo di Attestazione dovrà svolgere ogni verifica presso i soggetti indicati come committenti e/o firmatari dei certificati di esecuzione lavori, ai fini dell’accertamento della falsità. Le relative verifiche dovranno essere condotte con la massima cura e puntualità, estendendo le indagini e i correlati approfondimenti sino al raggiungimento di profili di certezza.

Se la Soa accerta l’infondatezza della falsità, ne dà segnalazione all’Autorità trasmettendo i riscontri e i documenti acquisiti unitamente a una relazione motivata circa l’opportunità di definire il procedimento a fronte dell’originaria acquisizione della notizia della presunta falsità.

Se, viceversa, la SOA ritiene che le risultanze confermino i profili di falsità, comunica all’impresa e all’Autorità gli esiti dei relativi accertamenti, dando atto della sussistenza dei presupposti per la dichiarazione di decadenza dell’attestazione di qualificazione per essere stata rilasciata sulla base di documentazione che non ha trovato riscontro oggettivo o di diniego al rilascio dell’attestazione.

A questo punto spetta all’Avcp valutare l’eventuale sussistenza del dolo o colpa grave e gli esiti delle istruttorie saranno, in ogni caso, oggetto di inserimento da parte delle SOA nel Forum, e, nell’ipotesi in cui sussistano profili di falsità, anche di specifica comunicazione alla competente Procura della Repubblica.

All’esito delle valutazioni e accertamenti svolti dall’Autorità il Consiglio si pronuncerà in merito alla sussistenza dell’imputabilità in termini di dolo o colpa grave in capo all’impresa, nonché in ordine all’applicazione delle sanzioni pecuniarie. In caso di  assenza di dolo o colpa grave, la SOA potrà rilasciare l’attestazione al ricorrere dei presupposti di legge. Se la falsità sia rilevata in corso di validità dell’attestazione di qualificazione, essa comporterà la pronuncia di decadenza dell’attestazione rilasciata sulla base della documentazione o dichiarazione non veritiera e l’annotazione della notizia della decadenza nel casellario informatico.

O.O.

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