Infrastrutture: si riaccende il dibattito sugli investimenti privati | Edilone.it

Infrastrutture: si riaccende il dibattito sugli investimenti privati

wpid-infrastrutture_01.jpg
image_pdf

Il convegno dell’IGI (Istituto Grandi Infrastrutture) su ”Capitali privati per le opere pubbliche e condizioni normative” dello scorso 28 ottobre, ha ricondotto all’attuale contesto economico il dibattito sempre acceso sulle infrastrutture in Italia. ”Nei prossimi mesi assisteremo inevitabilmente ad un allentamento della domanda, che dovrà in qualche maniera essere colmato con un’immissione di potere d’acquisto da parte del settore pubblico”.

Con questa considerazione, il presidente di Atlantia, Gian Maria Gros Pietro, intervenuto al convegno, ha sottolineato la necessità di adoperare l’investimento in infrastrutture come leva anticiclica a fronte di una recessione annunciata.

L’immissione di potere d’acquisto, infatti – ha rilevato – deve rispettare tre condizioni: non alimentare le importazioni, per evitare un peggioramento dei conti; incidere su elementi strutturali del sistema economico; essere sopportabile per il bilancio pubblico.

La realizzazione di infrastrutture ed in generale di opere pubbliche risponde a tutte le tre condizioni, anche a quella sul bilancio pubblico, perchè è sicuramente possibile mobilitare forti finanziamenti privati, purché ai privati si diano regole certe, si creino rapporti chiari ed immutabili”.

La base di questi rapporti – come ha puntualizzato il Presidente dell’IGI, Giuseppe Zamberletti – è costituita dalla certezza normativa.

A questi problemi, in ogni modo, secondo il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Luigi Grillo, si è data in gran parte soluzione con il terzo decreto correttivo del Codice dei contratti emanato nel settembre scorso. ”Esiste oggi in Italia – ha detto Grillo – una normativa efficace che molti Paesi esteri non hanno, quella che manca dal 1993, quando, con la legge Merloni si pose di fatto il blocco a qualunque opera pubblica”. Il coinvolgimento di capitali privati nel finanziamento delle infrastrutture è quindi oggi sicuramente possibile e più semplice che in passato.

Ed i capitali, anche in questo difficile momento dell’economia e delle finanza internazionale, sono disponibili: ”ci sono nel mondo capitali sempre in cerca di collocazione” ha infatti concluso Gros Pietro.

”Tralasciando i fondi sovrani, che pure esistono, basta pensare ai fondi pensione, che, in costante crescita, hanno necessità di trovare impieghi sicuri, con rendimenti costanti per periodi di venti o trent’anni”.

Copyright © - Riproduzione riservata
Infrastrutture: si riaccende il dibattito sugli investimenti privati Edilone.it