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Infrastrutture: il dl sviluppo e’ un’occasione

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Una “grande occasione” quella rappresentata dal nuovo decreto infrastrutture allo studio del Governo. “Ma l’assunto che sia possibile un’infrastrutturazione generatrice di sviluppo a costo zero o è una chimera o è una presa in giro”.

È questo uno dei passaggi del lungo intervento del presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione dei costruttori edili, una categoria di imprenditori colpita da una crisi senza precedenti, che richiede con urgenza misure per invertire la rotta, a partire dallo sblocco dei pagamenti frenato dal Patto di stabilità a misure che diano avvio a serie politiche di riqualificazione urbana.

“Ora che sta per essere varato un decreto per lo sviluppo, si presenta un’ultima chance per invertire la rotta e uscire definitivamente dalla crisi che ha colpito l’economia del Paese e il settore delle costruzioni, che ne è parte trainante – ha detto Buzzetti -. Bene la strada delle semplificazioni e delle riforme normative per gli appalti di opere pubbliche, ma una semplice e seconda legge obiettivo fatta di sgravi fiscali e di poche opere non è più accettabile”.

Inaccettabile, secondo il presidente Ance, anche il fatto che, in uno scenario di crisi come quello attuale, le poche risorse disponibili vadano a concentrarsi su poche grandi opere e dimezzino i programmi di interventi che offrirebbero risposte diffuse e una boccata d’ossigeno a molte imprese. “Dobbiamo perciò spendere parte di quei 5 miliardi in bilancio per il 2012 per gli interventi di manutenzione e di messa in sicurezza del territorio – ha continuato Buzzetti –“.

Necessario inoltre porre un freno al periodo degli accorpamenti immotivati dei lavori. Ritorniamo ai tagli fisiologici degli appalti, ha detto, ribadendo che “dalla gara viene lo sviluppo e dallo sviluppo la crescita”. Pur riconoscendo il lavoro svolto dal Governo e i risultati raggiunti con il dl 70, in termini, ad esempio, di requisiti di qualificazione delle imprese, il presidente Buzzetti ha sottolineato che il lavoro svolto e` insufficiente per la realizzazione di un mercato libero da protezionismi e riserve.

Altro tema caldo, toccato dal presidente dell`Ance, è stato quello della riqualificazione delle città come motore di sviluppo dell’economia e dell’intero contesto socio-economico. Nel corso del dibattito, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si è soffermato sulla grave situazione delle imprese ricordando che l’emergenza del blocco dei pagamenti per via del Patto di stabilità ha ormai raggiunto proporzioni preoccupanti per una città come Roma, con investimenti bloccati sul fronte delle  infrastrutture e della manutenzione. “Nella città – ha detto – oggi si contano 450 cantieri aperti e, allo stato attuale delle cose, si rischia a dicembre che restino tutti fermi”.

O.O.

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