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Il Durc nelle modifiche apportate dalla legge di conversione al decreto del fare

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In data 20/08/2013 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n° 194 la legge  98/2013 di conversione del decreto legge 69/2013 (c.d. decreto del fare). Il suddetto decreto introduceva importanti novità anche in materia di lavori pubblici ed all’articolo 31 prevedeva alcune semplificazioni in materia di Documento unico. La legge di conversione ha poi proceduto a modificare alcune di queste semplificazioni.

In primo luogo, la grande novità riguarda la durata del documento, che originariamente il decreto sanciva in 180 giorni dalla data di emissione e che in sede di conversione è stata ridotta a 120. I Durc emessi dal 21/08/2013 avranno quindi validità pari a 4 mesi, mentre quelli emessi in precedenza manterranno la validità di 90 giorni, come ribadito dalla Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n° 36/2013.

L’articolo in discussione, oltre a richiamare nuovamente e per l’ennesima volta la necessità della richiesta d’ufficio del Durc da parte delle stazioni appaltanti, prevede che lo stesso sia utilizzabile in più fasi dell’appalto. In particolare, lo stesso Documento richiesto in fase di verifica dei requisiti generali per la partecipazione alla gara, potrà, se ancora valido, essere utilizzato anche in fase di aggiudicazione e di stipula del contratto stesso. Anche nel caso di emissione di più Sal o di pagamenti delle prestazioni relative a servizi o forniture, se nel corso dei 120 giorni, si potrà procedere con lo stesso Durc. La norma travolge quindi quelle che erano state le indicazioni in precedenza emanate dal Ministero, dall’Inps e dall’Inail. Solo per il pagamento del saldo finale la Stazione Appaltante è obbligata a richiedere, in ogni caso, un nuovo documento.

La legge di conversione prevede inoltre che un Durc possa essere utilizzato anche per più gare, ciò in conformità a quanto indicato nell’Ordinanza n° 1465 del 23/04/2013 dal Consiglio di Stato. Tale previsione, però, è da ritenere applicabile soltanto nelle fasi di aggiudicazione dell’appalto, non in quelle dell’esecuzione (pagamenti e saldi). Infatti non pare possibile estendere il principio secondo il quale uno stesso Durc sia utilizzabile per il pagamento di Sal di diversi appalti, pur in corso di validità, per due motivi: in primo luogo la novità normativa è stata inserita, non a caso, nel primo periodo del comma 5 dell’articolo 31, quando si parla appunto solo di verifica dei requisiti, aggiudicazione e stipula e ben netta appare la separazione con la fase relativa ai pagamenti, collaudo e saldo; in secondo luogo, nel caso di lavori pubblici, il Durc richiesto nelle fasi di emissione e pagamento dei Sal per imprese iscritte alla Cassa Edile, attesta la regolarità sul singolo cantiere e non la regolarità a livello nazionale dell’impresa controllata.

La norma sicuramente cerca di sveltire i tempi di pagamento della P.A., agevolandone i controlli ed allo stesso tempo alleggerisce la mole di documenti unici che vengono ogni giorno richiesti al sito dello sportello unico previdenziale. Per conoscenza preme segnalare, inoltre, che dal 2 settembre le P.A. potranno ricevere il Durc esclusivamente tramite posta elettronica certificata (Pec) e non più quindi anche per posta ordinaria in formato cartaceo; altro importante passo verso la dematerializzazione dei documenti e il conseguente risparmio di risorse economiche pubbliche.

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