I tempi di gara non sono rispettati? L'aggiudicazione definitiva decade | Edilone.it

I tempi di gara non sono rispettati? L’aggiudicazione definitiva decade

L’inosservanza dell'appaltatore di una delle clausole contenute nella legge di gara, anche in fase esecutiva, costituisce inadempimento contrattuale

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Secondo il Tar del Veneto, è legittimo il provvedimento di decadenza dall’aggiudicazione definitiva, nel caso in cui il soggetto affidatario non abbia rispettato la richiesta dell’amministrazione di seguire un rigido iter temporale per l’esecuzione della prestazione. Ne consegue l’aggiudicazione nei confronti del secondo classificato e l’impossibilità per l’originario affidatario, inadempiente, di avanzare eventuali domande risarcitorie.
La partecipazione alla gara pubblica, con il regolare deposito dell’offerta, costituisce accettazione della legge di gara e di tutte le clausole in essa contenute.
La lex specialis, è infatti costituita dal bando, dal capitolato speciale, e dagli eventuali elaborati tecnici ad esso allegati, che costituiscono manifestazione di volontà della stazione appaltante in ordine all’esecuzione di un lavoro, un servizio oppure per l’ottenimento di una particolare fornitura.
L’inosservanza di una delle clausole contenute nella legge di gara da parte dell’appaltatore, anche in fase esecutiva, costituisce inadempimento contrattuale, che se considerato grave dalla pubblica amministrazione, determina inevitabilmente lo scioglimento del rapporto in danno del soggetto privato.
Nel caso esaminato dal Tar, i “lavori di ripristino della sede stradale con posa in conglomerato bituminoso” erano stati dapprima aggiudicati ad un’associazione temporanea di imprese.
L’affidatario, aveva però presentato ricorso giurisdizionale contro la decisione della stazione appaltante di disporre la decadenza dall’aggiudicazione definitiva per grave inadempimento ad esso direttamente riconducibile.
Il provvedimento amministrativo era dipeso dal fatto che al momento della consegna dei lavori, avvenuta in via d’urgenza e nelle more della stipula del contratto, si chiedeva all’appaltatore di dare immediato inizio alle lavorazioni oggetto di gara, prevedendo un termine specifico per la realizzazione di un primo tratto stradale ed un termine finale per l’ultimazione dell’opera.
Il mancato rispetto dei termini previsti ha determinato la decadenza dell’aggiudicazione nei confronti dell’appaltatore originario ed il conseguente affidamento della prestazione a favore della società seconda classificata.
Giunta la questione dinanzi al Tar veneto, il ricorso dell’originario affidatario, fondato sulla violazione e falsa applicazione da parte dell’amministrazione della pertinente clausola del bando di gara, viene rigettato sulla base del fatto che l’ati aggiudicataria non aveva rispettato i tempi stabiliti nel verbale di consegna lavori, disattendendo la specifica previsione di una clausola del disciplinare, secondo la quale “Ove,  nell’indicato termine l’impresa non ottemperi alle richieste che saranno formulate, la stazione appaltante……potrà ritenere decaduta a tutti gli effetti di legge e di regolamento, l’impresa stessa dalla aggiudicazione…..”.
Alla data prevista di inizio dei lavori, a dimostrazione del mancato rispetto dei termini previsti, infatti, “nessuna maestranza oltreché i materiali e i relativi mezzi d’opera” risultavano presenti in cantiere.
Il mancato rispetto dei termini di inizio, conseguentemente di fine lavori, e la violazione del disciplinare di gara sono stati quindi considerati inadempimenti idonei a determinare la decadenza dall’aggiudicazione, facendo ricadere la questione nei limiti posti dallo stesso codice civile, all’art. 1457, nel quale si stabilisce che nei casi in cui il termine fissato per l’esecuzione della prestazione di una delle parti si consideri essenziale nell’interesse dell’altra, quest’ultima, se vuole comunque esigerne l’esecuzione nonostante la scadenza, deve darne notizia all’altra entro tre giorni.
Un termine deve considerarsi, in termini generali, essenziale, quando l’esecuzione della prestazione perde qualsiasi utilità per la controparte se viene eseguita oltre il termine stesso.
L’essenzialità può dipendere dalla natura stessa della prestazione (essenzialità oggettiva), oppure dalla volontà delle parti (essenzialità soggettiva).
La natura del termine, in estrema sintesi, non deve necessariamente derivare da formule particolari utilizzate dalle parti nei documenti contrattuali, potendo infatti desumersi anche da espressioni utilizzate dai contraenti.

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