Housing sociale: al via il piano da 2,6 miliardi | Edilone.it

Housing sociale: al via il piano da 2,6 miliardi

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In attesa che Tremonti garantisca le disponibilità di cassa, le amministrazioni sono già allertate e stanno accelerando per arrivare puntuali alla scadenza. Potrebbe infatti tenersi venerdì 29 aprile, informa l’Ance, il Cipe destinato a rilanciare gli investimenti pubblici in edilizia e nelle infrastrutture.

Tra i provvedimenti, il più consistente proposto dal ministero delle Infrastrutture è il piano di housing sociale che sbloccherà un investimento complessivo di 2.654 milioni di euro, con un contributo del Tesoro di 295 milioni, pari all’11% del totale.

Gli investimenti privati programmati nel piano nazionale di edilizia abitativa ammontano a 1.925 milioni, il 72% del totale, mentre le regioni contribuiscono con 263,6 milioni (10% circa) e altri enti pubblici, fra cui i comuni, con 170,3 milioni (6,4%). Saranno disponibili in tutto 14.790 alloggi, di cui 11.590 di nuova costruzione, 3.023 da ristrutturazione, 177 da acquisto di immobili esistenti. 5.991 appartamenti andranno al mercato dell’affitto, permanente o per almeno 25 anni, 6.001 a riscatto, 2.801 al libero mercato.

Il via libera del Cipe convaliderà le intese che il ministero delle Infrastrutture ha siglato in questi mesi con 14 Regioni. Per rendere operativo il piano serviranno la conferenza Stato-Regioni e un decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

La quota più consistente è quella della Campania che si aggiudica il 58% dell’intero piano nazionale: 1.548 milioni di investimento con una larghissima prevalenza (88,2%) dei fondi privati, pari a 1.366 milioni. Gli alloggi disponibili in Campania saranno 7.059 (48% del totale nazionale).

Oltre all’housing sociale, al Cipe dovrebbero arrivare molti altri capitoli del rilancio infrastrutturale, a partire dalle concessioni aeroportuali – con aumenti tariffari per finanziare gli investimenti di Adr, Sea e Save – e dal piano Sud che attende di essere approvato insieme alla ripartizione di 15,4 miliardi del Fas 2007-2013 alle Regioni. Infine, i vecchi mutui per opere pubbliche non spesi che il ministero dell’Economia può annullare per ridestinare le risorse a nuove priorità infrastrutturali.

O.O.

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