Grandi opere: Legge Obiettivo dimenticata, 1,5 miliardi di euro buttati | Edilone.it

Grandi opere: Legge Obiettivo dimenticata, 1,5 miliardi di euro buttati

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Per dieci anni la Legge Obiettivo, strumento creato per rilanciare il Paese e recuperare i ritardi infrastrutturali, ha dominato la scena politica italiana. Poi, in questa campagna elettorale il tema è praticamente scomparso. Parte da questo assunto il dossier di Legambiente dedicato alla “legge dimenticata” sia dalla recente politica che dai programmi elettorali di queste elezioni, dove si trovano “solo generiche indicazioni e promesse sul tema”.

Pochi accenni del Pdl con il Ponte sullo Stretto, la Tav Torino-Lione e il progetto “adotta una infrastruttura” – indica Legambiente analizzando i programmi – mentre le priorità per Lega Nord sono gli attraversamenti attraverso le Alpi e il federalismo per le infrastrutture. La Legge Obiettivo non esiste nel programma del Pd, dove appare la proposta di un piano delle “100 piccole e medie opere” immediatamente cantierabili, oltre a interventi per il trasporto pubblico. Nell’Agenda Monti si parla di liberalizzazioni e grandi opere. Il Movimento 5 Stelle, così come Rivoluzione Civile, chiede il blocco del Ponte sullo Stretto e la Tav Torino-Lione e investimenti nella mobilità sostenibile.

Ma nell’indifferenza – avverte il dossier – il crack della Legge Obiettivo continua, con effetti pesantissimi, a partire da 1,5 miliardi di euro buttati: dal 2001 ad oggi è questo l’ammontare della spesa per studi o progettazioni preliminari e definitive di opere che mai vedranno la luce.

Dal progetto dell’autostrada Lucca-Modena al tunnel del Mercantour, dalla pedemontana Abruzzo-Marche fino al Ponte sullo Stretto di Messina. Dal 2001 ad oggi, del famoso elenco di opere solo il 9% è stato realizzato (17 su 192) ma per tutte le altre l’iter va avanti e quindi continuano le spese malgrado, in molti casi, sia evidente che non potranno mai essere realizzate. Per alcune di queste opere sono anche stati nominati commissari, create società ad hoc, con ulteriori spese e stipendi e finché queste opere non verranno fermate si continueranno a buttare soldi pubblici.

In un dossier che affronta la situazione delle varie opere con una analisi dettagliata dello stato dell’arte, Legambiente segnala quindi le opere inutili, il diluvio di autostrade e i progetti abbandonati per sempre. E, soprattutto, cerca di individuare le vere priorità, “perché non ci sono lobby interessate a spingere tram e metropolitane, linee ferroviarie urbane e stazioni metropolitane”.

L’associazione ambientalista propone, quindi, di ridurre e ripensare l’elenco delle opere strategiche, mettendo al centro gli obiettivi reali e tornando a parlare di trasporti, dando priorità alla aree urbane e concentrando qui il 50% delle risorse previste; puntare a spostare su ferro e cabotaggio una quota significativa delle merci e rivedere le priorità territoriali sulla base di una seria analisi della congestione, degli incidenti, dell’inquinamento.

Le opere inutili e dannose

1) Pedemontana Lombarda

Lunghezza: 87 km Costo: 4,11 miliardi di euro. Contributo pubblico: 1,2 miliardi.

2) TEM (Tangenziale Est Milano)

Lunghezza: 33 km Costo: 1,58 miliardi di euro.

3) Bre.Be.Mi.

Lunghezza: 62 km Costo: 1,61 miliardi di euro.

4) Autostrada Regionale Cremona-Mantova

Lunghezza: 60 km Costo: 0,76 miliardi di euro. Contributo pubblico: 0,12 miliardi.

5) Autostrada Ti.Bre.

Lunghezza: 85 km Costo: 2,7 miliardi di euro. Contributo pubblico: 0,9 miliardi.

6) Pedemontana Veneta

Lunghezza: 94,7 km Costo: 2,4 miliardi di euro. Contributo pubblico: 0,173 miliardi.

7) Nuova Autostrada Romea

Lunghezza: 125 km Costo: 4 miliardi di euro. Contributo pubblico: 1,8 miliardi.

8) Raccordo Campogalliano-Sassuolo

Lunghezza: 15 km Costo: 0,506 miliardi di euro. Contributo pubblico: 0,234 miliardi.

9) Autostrada Cisterna-Valmontone e corridoio Roma-Latina

Lunghezza: 99 km Costo: 2,8 miliardi di euro. Contributo pubblico: 1,2 miliardi.

10) Quadrilatero Umbro-Marchigiana

Lunghezza: 160 Costo: 2,233 miliardi di euro. Contributo pubblico: 1,6 miliardi.

11) Ponte sullo Stretto

Lunghezza: 5,3 km Costo: 8,5 miliardi di euro. Contributo pubblico: 0,7 miliardi.

Le vere priorità infrastrutturali

1) Anello ferroviario Roma

Il progetto di chiusura dell’anello ferroviario nord di Roma è un’ opera di cui si parla da almeno vent’anni, mancano 5 km per la chiusura dell’anello ed il costo stimato per l’ infrastruttura e per i collegamenti alla rete secondo uno studio del 2010 è di circa 840 milioni di euro.

2) Completamento linea C metropolitana

La storia della metro C di Roma comincia nel 1990. Doveva essere pronta per il Giubileo del 2000, ma la sua costruzione è iniziata soltanto nel 2001, con l’inserimento in Legge Obiettivo. I costi iniziali parlavano di 1.925 milioni di euro, mentre oggi la previsione è di 3 miliardi e 379 milioni.

3) Potenziamento della linea Gallarate-Rho

Il potenziamento della linea Gallarate-Rho prevedeva inizialmente, con il progetto del 2002, la realizzazione di un terzo binario in affiancamento ai due esistenti per un’estesa complessiva di circa 25 km. Successivamente è stato proposto di realizzare 4 binari. Nonostante l’opera sia in fase di realizzazione da anni, sono almeno 728 i milioni di euro necessari per il potenziamento della linea, ma al momento sono disponibili solo 402 milioni (fondo bloccato dal Consiglio di Stato lo scorso Dicembre)

4) Linee Metropolitane M4 e M5

Tra le grandi opere per l’Expo di Milano del 2015 sono a rischio le nuove metropolitane milanesi, le linee M4 e la M5. La prima ha già visto negli ultimi anni un forte ridimensionamento, dando per scontato che solo 2 fermate su 22 (da Linate alla stazione Forlanini) saranno pronte rispetto a quanto previsto 5 anni fa dal primo dossier di candidatura per l’esposizione universale, mentre il resto dovrebbe slittare al 2018. Problemi anche per la linea 5, del valore complessivo di 2 miliardi, di cui il primo tratto (Garibaldi-Bignami), già costruito, dovrebbe essere aperto nel 2013. Il secondo tratto (Garibaldi-San Siro) ha bisogno di un incremento di risorse per almeno 100 milioni.

5) Anello ferroviario e Passante di Palermo

Mancanza di fondi destinati alle opere più urgenti anche a Palermo, come per l’ Anello Ferroviario, per la cui chiusura sarebbe necessario realizzare solamente 3 km. Il primo appalto per questa infrastruttura risale al 1990 ma da allora, su un costo totale di 154 milioni di euro, sono stati stanziati soltanto 76 milioni. L’altra grande priorità del capoluogo siciliano è il Passante Ferroviario. La conclusione dei lavori è prevista per il 2015, dopo anni di ritardi.

6) Servizio Ferroviario Metropolitano di Bologna

Il Servizio Ferroviario Metropolitano Bolognese è un progetto, in fase di attuazione, che prevedeva l’attivazione dal 2012 di un servizio ferroviario ad elevata frequenza (un treno ogni 15/30 minuti) con orario cadenzato lungo alcune linee ferroviarie convergenti o passanti nella città di Bologna. Purtroppo il Servizio Ferroviario Metropolitano non decolla mentre sono passati vent’anni dalla sua originaria progettazione.

7) Linee 1 e 6 della Metropolitana di Napoli

Il progetto della linea 1, approvato con Decisione della Commissione Europea nel dicembre 2009, è stato quasi ultimato ma presenta forti criticità per il finanziamento. La tratta a rischio è quella che collegherebbe Piscinola, Secondigliano e l’Aeroporto di Capodichino dove l’avvio dei lavori ha risentito di criticità in merito alle procedure espropriative ed alle fonti di finanziamento.

Anche la linea 6 della metropolitana di Napoli, in fase di realizzazione, vista la complessità dell’opera e la mancanza di finanziamenti disponibili è a rischio di ulteriori forti ritardi nella sua realizzazione.

8) Servizio Ferroviario Metropolitano Regionale in Veneto

L’area Veneta è una di quelle in cui risulta più importante ragionare in termini nuovi di trasporto pendolare per la fortissima mobilità tra i diversi centri. Purtroppo il progetto presentato oramai da diversi anni di creare un forte Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SMFR) con treni ad alta frequentazione tra le città e i centri posti nel quadrilatero Treviso, Venezia, Padova, Castelfranco Veneto è in rilevante ritardo. Secondo i programmi e gli annunci susseguitisi in questi anni, il sistema doveva essere completato da tempo, ma al momento l’unica linea in fase di realizzazione è quella che collegherà Venezia a Mira (VE) e gli unici lavori completati sono stati quelli relativi ad alcune stazioni. Anche in questo caso si attende la realizzazione di questa opera fondamentale da troppi anni, vista la mancanza di fondi disponibili fermi a 193 milioni di euro per un costo complessivo di 314.    

9) Prolungamento metropolitana da Brin a Canepari

L’unica linea di metropolitana di Genova esistente non vedrà ancora per molto tempo l’attivazione del prolungamento verso ovest, da Brin a Canepari. Addirittura in questo caso su 269 milioni di euro previsti per l’opera non ci sono fondi disponibili.

10) Completamento metropolitana di Torino

Anche la metropolitana di Torino, la cui prima tratta già ha portato significativi benefici alla mobilità cittadina, necessita di finanziamenti per il suo prolungamento. In particolare sono stati previsti dei prolungamenti della linea 1. I finanziamenti necessari ammontano a circa 804 milioni di euro mentre al momento sono disponibili solamente 497 milioni.

11) Potenziamento e sviluppo del nodo ferroviario

Sul nodo di Bari sono in corso diversi interventi di potenziamento delle linee e interramento dei binari, oltre che di soppressione dei passaggi a livello, che potrebbero migliorare sensibilmente la situazione. Purtroppo si tratta dell’ennesimo caso di mancanza di fondi, vista la necessità di arrivare a 960 milioni di euro, considerati sia gli interventi a Nord del capoluogo pugliese sia quelli a Sud, contro gli stanziamenti disponibili di soli 390 milioni.

12) Ferrovia Matera-Ferrandina

Uno degli esempi più noti di infrastruttura ferroviaria mai realizzata è il collegamento tra Matera e Ferrandina. I lavori di realizzazione della tratta ferroviaria Ferrandina-Matera La Martella iniziarono nel 1986 e sono rimasti incompiuti; la città di Matera resta ancora isolata dal resto della rete ferroviaria nazionale a scartamento ordinario, ed è raggiungibile su ferro solo da Bari tramite la linea a scartamento ridotto delle Ferrovie Appulo Lucane.

13) Metropolitana di Catania

Cruciale è anche la realizzazione della tratta Stesicoro–Aeroporto della metropolitana di Catania. Lunga 6,9 km e con 8 nuove stazioni previste permetterebbe di allacciare l’aeroporto internazionale di Catania Fontanarossa al centro della città, con un collegamento veloce ed efficiente. Già dal marzo 2006 esiste, per questa tratta, il progetto definitivo. Dei 430 milioni di euro necessari per la costruzione dell’intera tratta, allo stato attuale sono a disposizione solo 90 milioni di euro, sufficienti a consentire la costruzione del primo lotto funzionale  lungo 1,3 chilometri.

14) TAV Napoli-Bari-Lecce-Taranto

La tratta ad alta capacità/velocità, di 146,6 km di lunghezza tra Napoli e Bari, dovrebbe vedere la luce nel 2023 e porterà i tempi di percorrenza tra i due capoluoghi dagli attuali 218 minuti a 170 minuti. Per il completamento dell’infrastruttura devono però essere reperiti 7,1 miliardi di euro, mentre al momento sono disponibili 3,5 miliardi.

15) Nodo di Falconara

Il collegamento ferroviario Orte-Falconara con la linea Adriatica, deve essere considerata un’opera strategica non solo per le Marche ma per tutto il traffico merci e passeggeri del centro Italia e del Nord-Est, una vera e propria alternativa alla dorsale RomaMilano. L’intervento è stato finanziato con 210 milioni di euro e la conclusione dei lavori è prevista per il 2017.

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