Gli appalti pubblici di ingegneria e architettura ad aprile 2015 | Edilone.it

Gli appalti pubblici di ingegneria e architettura ad aprile 2015

Ancora un calo del valore messo a gara ad aprile 2015, -24,9%. E il bilancio dell'anno in corso resta ancora negativo rispetto al 2014

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Prosegue il trend negativo legato alle gare di ingegneria e architettura nel 2015: al quarto mese di fila il valore messo a gara resta più basso di quello dell’anno appena trascorso, e le società di ingegneria sollevano l’ipotesi che la causa maggiore sia la frantumazione del mercato verso piccoli incarichi.
Secondo l’ultimo aggiornamento Oice-Informatel (30 aprile 2015), ad aprile il valore messo a gara è disceso del 24,9% in valore rispetto allo stesso mese del 2014. Complessivamente il primo quadrimestre 2015 si chiude con un segno negativo, -14,7% in valore rispetto al 2014.
Ad aprile 2015 le gare per servizi di ingegneria e architettura sono state 355 (di cui 21 sopra soglia), per un importo complessivo di 35,4 milioni di euro (17,6 sopra soglia). Rispetto ad aprile 2014 il numero dei bandi rilevati cresce del 14,5% (-38,2% sopra soglia e +21,0% sotto soglia) e il loro valore scende, come detto, del 24,9% (-52,2% sopra soglia e +71,7% sotto soglia). 
Complessivamente, nei primi quattro mesi del 2015 sono state indette 1.274 gare (di cui 100 sopra soglia) per un valore di 144,4 milioni di euro (90,6 sopra soglia). Il confronto con il primo quadrimestre 2014 è fortemente negativo: il numero delle gare sale del 3,2% (+11,1% sopra soglia e +2,6% sottosoglia), ma il loro valore scende del 14,7% (-28,1% sopra soglia e +23,9% sotto soglia).
Restano sempre troppo alti i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino ad aprile il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2013 è al 35,6%; per le gare indette nel 2014 scende al 30,8%.
Passando al mercato europeo dei servizi di ingegneria e architettura, per gare pubblicate nella gazzetta comunitaria, si rileva che il numero delle gare italiane è passato dalle 90 dei primi quattro mesi del 2014 alle 100 del 2015: +11,1%. Nell’insieme dei paesi dell’Unione Europea il numero dei bandi per servizi di ingegneria e architettura mostra nel primo quadrimestre 2015 una crescita del 13,3%. Rispetto al totale delle gare pubblicate dai paesi europei il numero di quelle italiane rimane comunque molto modesto, solo l’1,8%. Si tratta di un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 34,9%, Germania 24,8%, Polonia 9,7%, Svezia 4,7%, Gran Bretagna 4,0%.
L’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme (appalti integrati, general contracting, project financing, concessioni di realizzazione e gestione), cala in valore e cresce in numero: il valore messo in gara tra gennaio ed aprile scende del 22,8% rispetto ai primi quattro mesi del 2014, mentre il numero sale dell’11,8%. Nei quattro mesi anche gli appalti integrati, considerati da soli, hanno lo stesso andamento: calano del 23,4% in valore e crescono dell’8,9% in numero. Il valore dei servizi di ingegneria e architettura compreso nei bandi per appalti integrati rilevati nel quadrimestre è stato di circa 33,0 milioni di euro, nel mese di aprile 12,9 milioni di euro.

“L’analisi dei dati di questi primi mesi del 2015 – ha dichiarato Patrizia Lotti, Presidente Oice – mostra che la diminuzione del valore messo in gara discende direttamente dalle gare sopra soglia e che se il mercato si mantiene ancora su valori superiori a quelli del 2012-2013 lo si deve all’incremento registrato dal valore delle gare sotto soglia. La frantumazione del mercato verso i piccoli incarichi è un segno della mancanza di risorse per investimenti in opere importanti, ma è anche il segno del frazionamento dei bandi per restare sotto la soglia prevista per gli affidamenti diretti, eludendo la normativa”.

“La stessa Anac ha dimostrato di recente che nella maggior parte dei grandi comuni la domanda pubblica di servizi è frammentata in miriadi di micro-affidamenti sottostimati ad arte per non fare gare pubbliche. In questo humus di incarichi al di sotto dei 40.000 e dei 100.000 euro la concorrenza è inesistente o largamente compromessa perché si instaura un rapporto diretto con il singolo affidatario che non giova alla qualificazione dell’offerta. E infatti quando ci si presenta sui mercati esteri si patiscono non poche difficoltà rispetto a concorrenti che vengono da paesi in cui la domanda interna, oltre ad esistere, qualifica anche l’offerta di servizi di ingegneria”, continua Lotti.

“La Corte dei conti e l’Unione europea da sempre affermano che qualità ed efficienza derivano da un mercato ben regolato e tale da selezionare il migliore offerente in un rapporto qualità/prezzo soddisfacente per entrambe le parti. Tutto ciò non sta accadendo in Italia e così si rischia di non utilizzare al meglio le poche risorse disponibili che, se indirizzate su progetti di scarsa qualità, finiranno per perpetuare le anomalie che ormai da anni affliggono il nostro settore”. 

“Occorre invece puntare su una accurata programmazione degli interventi e individuare tutte le risorse disponibili per attuare quanto programmato in progetti validi utilizzando appieno i fondi europei. Per fare questo – ha concluso il presidente Oice – da un lato occorre potere contare su di una progettazione qualitativamente valida perché frutto di una sana e corretta concorrenza, arginando le frammentazioni di incarichi e, dall’altro, trovare e destinare adeguate risorse da mettere a servizio degli enti locali che vogliono fare gare o proporre concorsi di progettazione.”

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