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Gare, più garanzie per l'impresa cessionaria

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La questione è stata presa in esame dal Consiglio di Stato, che, con la decisione n. 3213 del 21 maggio scorso, ha approfondito la problematica conseguente al fatto che il dlgs 163/2006, non contiene alcuna norma esplicita che preveda, in caso di cessione d’azienda, il trasferimento alla cessionaria dei requisiti soggettivi del cedente. Di conseguenza, va considerato irrilevante il fatto che il cedente dell’impresa che aveva partecipato alla gara avesse un debito tributario e previdenziale che gli avrebbe inibito la partecipazione alle gare.

Secondo il Cds, il fatto che in base al codice contratti «sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, nè possono essere affidatari di subappalti, e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti che hanno commesso violazioni, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse secondo la legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti». Perchè a tal proposito, spiega la sentenza, «in materia di procedure ad evidenza pubblica le clausole di esclusione poste dalla legge o dal bando in ordine alle dichiarazioni cui è tenuta la impresa partecipante alla gara sono di stretta interpretazione, dovendosi dare esclusiva prevalenza alle espressioni letterali in esse contenute restando preclusa ogni forma di estensione analogica diretta a evidenziare significati impliciti, che rischierebbe di vulnerare l’affidamento dei partecipanti, la par condicio dei concorrenti e l’esigenza della più ampia partecipazione». «Pertanto, dice la sentenza 3213/2010, le norme di legge e di bando che disciplinano i requisiti soggettivi di partecipazione alle gare pubbliche devono essere interpretate nel rispetto del principio di tipicità e tassatività delle ipotesi di esclusione, che di per sè costituiscono fattispecie di restrizione della libertà di iniziativa economica tutelata dall’art. 41 della Costituzione, oltre che dal Trattato Ce».

Del resto, dice il Cds, già in primo grado il Tar Campania aveva rilevato che manca nel codice appalti una norma che preveda in caso di cessione d`azienda un obbligo di dichiarazioni in ordine ai requisiti soggettivi della cedente riferita sia agli amministratori e direttori tecnici della cedente sia ai debiti tributari e previdenziali dalla stessa contratti. Ne deriva che non può essere esclusa dalla gara l’impresa cessionaria del ramo d’azienda che non ha presentato le dichiarazioni sulla posizione della cedente.

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