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Ddl Codice appalti, il testo verso il Senato: le principali novità

Dopo l’approvazione del 5 giugno 2015, il testo del ddl delega sugli appalti pubblici passa ora all’esame dell’aula del Senato della Repubblica

Appalti
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Assegnato alla VIII Commissione permanente del Senato (Lavori pubblici e comunicazioni) il 4 dicembre 2014, passa ora, a seguito dell’approvazione del 5 giugno 2015, all’esame dell’aula del Senato della Repubblica, il disegno di legge contenente “Delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2014/25/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE”.
Il testo del disegno di legge contiene importanti novità in materia di appalti pubblici e recepisce le indicazioni previste dalle nuove Direttive europee.
I nuovi punti previsti nel nuovo “Codice degli appalti pubblici e delle concessioni” sono:
– la semplificazione e armonizzazione delle disposizioni in materia di affidamento degli appalti pubblici e delle concessioni, anche attraverso la promozione di soluzioni innovative nelle materie disciplinate, con particolare riguardo allo sviluppo delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici di preminente interesse nazionale, nonché degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico, anche al fine di evitare il ricorso a sistemi derogatori rispetto alla disciplina ordinaria;
– la trasparenza e pubblicità delle procedure di gara e delle fasi ad essa precedenti e successive, salvo casi espressamente previsti, anche tenendo conto della esigenza di concorrere, con la definizione di idonee misure, alla lotta alla corruzione nel settore degli appalti pubblici, nonché, in ogni caso, previsione di poteri di vigilanza e controllo sull’applicazione delle norme in materia di appalti pubblici, finalizzati ad evitare la corruzione ed a favorire la trasparenza;
– la riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e la semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti;
– la razionalizzazione delle procedure di spesa attraverso criteri di qualità, efficienza, professionalizzazione delle stazioni appaltanti, contenimento dei tempi e piena verificabilità dei flussi finanziari anche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti e l’introduzione di misure volte a contenere il ricorso a variazioni progettuali in corso d’opera;
– la razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato, incentivandone l’utilizzo anche attraverso il ricorso a strumenti di carattere finanziario innovativi e specifici;
– la revisione del vigente sistema di qualificazione degli operatori economici in base a criteri di omogeneità e trasparenza, introducendo misure di premialità connesse a criteri reputazionali basati su parametri oggettivi e misurabili e su accertamenti definitivi concernenti il rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione di contratti eseguiti;
– la razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto;
– il miglioramento delle condizioni dì accesso al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni per le piccole e medie imprese e per le imprese di nuova costituzione;
– la disciplina organica della materia delle concessioni e l’individuazione, in tema di procedure di affidamento, di modalità volte a garantire i livelli minimi di concorrenzialità,
– la trasparenza nella eventuale partecipazione dei portatori di interessi qualificati nell’ambito dei processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni.
Nonostante intorno a questo step dell’iter siano sorti commenti positivi da più parti, la strada per l’emanazione della nuova disciplina sugli appalti pubblici è ancora molto lunga e tortuosa.
Il termine per il recepimento delle direttive europee è fissato al 18 aprile 2016, ovvero meno di un anno, nel quale il legislatore italiano dovrà dar luce ad un testo completo e rispettoso delle indicazioni sovranazionali, così da evitare che futuri e continui aggiornamenti possano mettere in difficoltà gli operatori del settore, ed aumentare così i tempi di realizzazione delle infrastrutture ed i contenziosi che necessariamente nascerebbero intorno alla corretta applicazione delle nuove norme.
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