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Comuni e imprese: nuova sentenza della Corte Europea

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Per la Corte di giustizia europea ”un Comune puo’ attribuire direttamente un appalto pubblico a un’impresa da esso detenuta se l’attivita’ di quest’ultima e’ principalmente destinata a tale ente”. Ciò è quanto recentemente affermato dai giudici europei nella sentenza, pubblicata il 12 maggio c.a. a Lussemburgo, che vede le imprese italiane Carbotermo Spa e Consorzio Alisei contro il Comune di Busto Arsizio (Varese) e la societa’ Agesp.

Carbotermo e Alisei hanno infatti impugnato dinanzi al Tar della Lombardia la decisione del comune di Busto Arsizio di affidare all’Agesp (detenuta dalla Agesp Holding nella quale il comune di Busto Arsizio ha una partecipazione al 99,98%) un appalto di 8,45 milioni di euro per la fornitura di combustibili, la manutenzione e la gestione degli impianti termici degli edifici comunali.

In relazione alle questioni pregiudiziali poste dal Tar della Lombardia sull’interpretazione da dare alla direttiva Ue sugli appalti pubblici di forniture, la Corte conclude che ”il Comune di Busto Arsizio non esercita sulla Agesp un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi cosicche’ la direttiva sugli appalti pubblici di forniture consente all’affidamento diretto dell’appalto pubblico in questione”.

L’Agesp e l’Agesp Holding possiedono infatti ampi poteri di gestione esercitabili in maniera autonoma e il comune di Busto Arsizio non dispone di alcun potere di controllo particolare per limitarne l’azione. Sul fatto poi che l’impresa che ha ottenuto l’appalto sia attiva sul mercato e non svolga la sua attivita’ solo con l’ente pubblico che la detiene, la Corte dichiara che ”tale condizione ricorre solo se l’attivita’ dell’impresa e’ principalmente destinata all’ente o agli enti che la detengono e ogni altra attivita’ risulta avere solo un carattere marginale. Si deve tener conto – precisano anche – di tutte le attivita’ realizzate dall’impresa sulla base di un affidamento effettuato dall’amministrazione aggiudicatrice, indipendentemente da chi remunera questa attivita’ e dal luogo in cui viene esercitata”.

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