Codice appalti, Unionsoa: bene le proposte Ance sulla qualificazione imprese | Edilone.it

Codice appalti, Unionsoa: bene le proposte Ance sulla qualificazione imprese

Positivo il giudizio dell'Associazione delle Soa sulle parole di Paolo Buzzetti, presidente Ance, in commissione Lavori pubblici del Senato

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È positivo il giudizio di Unionsoa, l’Associazione nazionale società organismi di attestazione (Soa), sulle dichiarazioni rilasciate da Paolo Buzzetti, presidente Ance, durante l’Audizione tenutasi presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato nell’ambito dell’esame della delega relativa al recepimento delle direttive appalti e concessioni, con cui verrà riscritto il codice dei contratti pubblici.

Anche Unionsoa, infatti, chiede da tempo nuovi e più stringenti criteri per la qualificazione delle imprese, al fine di garantire l’affidamento delle opere a soggetti realmente in grado di eseguirle e portarle a termine in tempi certi e precisi, rendendo di fatto più selettiva l’attività di qualificazione.

“Grazie anche alle ultime inchieste delle competenti Autorità oggi vi è la piena consapevolezza, da parte di tutti gli attori, della necessità di adottare modifiche inerenti le norme sulla qualificazione delle imprese”, afferma la nota Unionsoa. “In tal senso siamo certi che il problema sarà risolto a breve, riequilibrando finalmente il settore. Da un lato perché sta procedendo in modo spedito il lavoro del Parlamento e del Governo, in particolare del vice Ministro Nencini, per l’adozione del nuovo codice. Dall’altro perché la nuova Autorità Anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone – tramite l’emanazione del nuovo manuale sulla qualificazione su cui Unionsoa sta fornendo il proprio contributo – ha già individuato in via preliminare le norme correttive immediatamente applicabili, per evitare che le imprese continuino a sfruttare una grave lacuna normativa”

Con le nuove norme, continua Unionsoa, si dovrà evitare “il ripetersi di fatti come quelli emersi dagli atti della Procura di Roma e relativi ad alcune fittizie acquisizioni di rami d’azienda da parte di imprese per raggiungere i requisiti di qualificazione. Avvenimenti che purtroppo non sorprendono in modo particolare Unionsoa che, per anni, ha sostenuto l’inidoneità dell’impianto normativo avanzando  proposte tra cui l’adozione di criteri reputazionali, così come auspicato anche dal presidente Buzzetti, in occasione dell’audizione in Commissione Lavori Pubblici”.

“Le Soa infatti – pur non volendo nascondere talune responsabilità individualistiche che si sono registrate nello scandalo in questione – sono purtroppo state affidatarie, da parte della normativa nazionale, di un mero controllo documentale. Per questo l’auspicio”, conclude Unionsoa, “come più volte richiesto al legislatore, è quello di poter presto passare da un sistema di qualificazione formale a uno sostanziale, in cui alle Soa venga ufficialmente riconosciuto il compito – e la relativa responsabilità –  di accertare i reali requisiti delle imprese e non la verifica di meri documenti cartacei”.

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