Codice appalti: terzo decreto correttivo efficace da venerdì 17 | Edilone.it

Codice appalti: terzo decreto correttivo efficace da venerdì 17

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Entreranno in vigore il prossimo 17 ottobre le numerose modifiche al Codice Appalti introdotte dal decreto legislativo n. 152 dell’11 settembre 2008, il terzo e ultimo provvedimento di riscrittura del testo unico per i contratti di lavori, servizi e forniture, pubblicato sul suppl. ordinario n. 227 della G.U. del 2 ottobre 2008.

Le principali modifiche al Codice degli Appalti, Dlgs 163/2006, introdotte dal terzo decreto correttivo riguardano:

– i compensi per le attività di progettazione: è abolita l’obbligatorietà delle tariffe minime per i professionisti;

– la qualificazione delle imprese: ai fini della dimostrazione del possesso di tutti i requisiti, il periodo di attività documentabile sarà quello dei migliori 5 anni del decennio precedente la qualificazione SOA;

– la qualificazione dei progettisti: la dimostrazione del possesso dei requisiti di capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria farà riferimento ai migliori 3 anni del quinquennio, o ai migliori 5 anni del decennio, precedente la data di pubblicazione del bando di gara;

– il subappalto dei lavori tecnologici: nei lavori di alto contenuto tecnologico, il cui valore superi il 15% dell’importo totale, l’appaltatore che non è in grado di eseguire tali lavori potrà affidare gli stessi in subappalto entro il limite prefissato del 30%.

In questo caso per la stazione appaltante vi è l’obbligo di pagamento diretto al subappaltatore.

– l’adeguamento dei prezzi: la stazione appaltante ha la facoltà di individuare nel bando di gara i materiali da costruzione per i quali i contratti prevedano i modi e i tempi di pagamento. Resta l’obbligo per l’esecutore di presentazione della fattura, o di altro documento, comprovante l’effettivo acquisto della tipologia e della quantità di materiali necessari per l’esecuzione del contratto;

– le offerte anomale: l’esclusione automatica mediante criterio matematico può essere prevista nel bando per appalti di lavori pubblici di importo inferiore a 1 mln di euro, solo se sono state ammesse almeno 10 offerte;

– le opere di urbanizzazione a scomputo: per i contratti di importo uguale o superiore alle soglie comunitarie, l’amministrazione può prevedere, per le opere di urbanizzazione, a favore del soggetto avente diritto a richiedere il permesso di costruire, la possibilità di presentare il progetto preliminare già in sede di richiesta del permesso di costruire stesso.

Sulla base del progetto preliminare l’amministrazione indice una gara. Decade pertanto il ruolo di promotore e il diritto di prelazione per il titolare del permesso di costruire;

– il project financing: le tre fasi per la selezione del concessionario sono sostituite da un’unica procedura. L’amministrazione è tenuta a richiedere come base di gara uno studio di fattibilità e a redigere successivamente una graduatoria tra le offerte pervenute. Il progetto preliminare del primo in graduatoria, il promotore, è approvato dall’amministrazione. Il progetto, su richiesta dell’amministrazione, può subire modifiche.

Leggi il testo del “decreto legislativo 11 settembre 2008, n. 152 – Ulteriori disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163”, sulla sezione leggi-normative del nostro sito

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