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Centrali di committenza per gli appalti dei piccoli comuni

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Più dell’80% delle amministrazioni sotto i 5.000 abitanti non si sono ancora attivate per la costituzione delle previste centrali di committenza, costituite nell’ambito delle unioni dei comuni per la gestione associata dell’acquisizione di lavori, servizi e forniture, o tramite apposito accordo consortile.

È questo uno dei dati emersi dal primo rapporto sull’attuazione dei nuovi obblighi riguardanti “Le centrali di committenza per gli appalti dei piccoli comuni”, predisposto nell’ambito del gruppo di lavoro interregionale Itaca (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale) “Appalti Piccoli Comuni”, coordinato da Regione Umbria, in collaborazione con la Direzione generale per la regolazione e i contratti pubblici del ministero delle Infrastrutture.

Nel corso del 2012, Itaca ha realizzato un’ampia ricerca per verificare lo stato di attuazione del nuovo sistema di aggregazione degli appalti introdotto con il decreto legislativo 163/2006. I dati elaborati all’interno del Rapporto fotografano lo stato di attuazione delle centrali di committenza: il questionario è stato compilato da circa 1.200 comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e che rappresentano il 70% circa degli 8.092 comuni italiani.

I dati raccolti evidenziano, in particolare, che l’83,2% dei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti e l’84,7% dei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti ha risposto al questionario affermando che la centrale di committenza “Non è stata ancora prevista”. Per quanto concerne invece le centrali di committenza “già avviate”, si segnala la prevalenza del ricorso allo strumento dell’Unione di comuni, per una percentuale pari al 45,5%.

Le difficoltà operative dei piccoli e piccolissimi comuni sono di tutta evidenza, e proprio in quest’ottica, il Rapporto intende fornire un possibile contributo operativo, con approccio positivo finalizzato alla costruzione di nuovi scenari organizzativi delle amministrazioni mediante la condivisione di alcune delle migliori esperienze già maturate sul tema. L’obiettivo è stato quindi quello di raccogliere e divulgare le buone prassi emerse che testimoniano l’esistenza di valide esperienze già realizzate di aggregazione della domanda.

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