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Cantieri Anas e Ferrovie

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Rischio di chiusura per i cantieri di importanti settori come ferrovie e Anas, per l’esaurirsi delle risorse destinate al loro finanziamento. E’ quanto emerge dalle parole riferite ai giornalisti dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa, dopo un vertice informale a Palazzo Chigi, tenutosi nei giorni scorsi, con il premier Romano Prodi ed i ministri Amato, Bersani, i due vicepremier D’Alema e Rutelli ed il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta.

Anche se la situazione sembra suscettibile di ulteriori accertamenti e sviluppi, si tratta di affermazioni comunque preoccupanti; se tale evento dovesse aver luogo – ha sostenuto Claudio De Albertis Presidente dell’ANCE (associazione nazionale costruttori edili) – le conseguenze si farebbero immediatamente sentire in termini di caduta degli investimenti nel settore delle opere pubbliche di circa il 3%, con severo impatto negativo sull’andamento economico generale e sull’occupazione, le cui sorti sono state in gran parte favorite proprio dalla crescita delle costruzioni di questi ultimi anni. Il pericolo maggiore di tagli alle spese sembra correre per le ferrovie ed i cantieri dell’alta velocita’.
Le Ferrovie, infatti, devono proseguire nella costruzione di nodi ferroviari strategici, come il completamento della linea ad Alta velocità su rotaia che collegherà Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli. L’Anas deve investire per la famigerata Salerno-Reggio Calabria o per gli ultimi 4 chilometri che mancano per completare l’anello del Grande raccordo anulare di Roma.

Con cantieri che rischiano di fermarsi ed altri che non partiranno, ci sarebbero in tutto a rischio 150 mila posti di lavoro.

Sul fronte delle costruzioni, fermando i cantieri Anas – spiega il responsabile del centro studi dell`associazione, Antonio Gennari – ci sono in gioco 50 mila occupati, 30 mila diretti ed altri 16-18 mila nell`indotto.
Se poi a queste cifre si aggiungono gli addetti all`attività di manutenzione e quelli impegnati nei cantieri delle Ferrovie, la cifra lievita considerevolmente.

Guardando in concreto alle cifre sul fronte delle opere pubbliche, in cima alla lista delle opere a rischio blocco ci sono la Salerno-Reggio Calabria il Passante di Mestre.
Sul fronte ferroviario potrebbe esserci una rinuncia clamorosa per i lavori per la Tav, sulla tratta Novara-Milano.
Potenziali problemi anche per le linee Milano-Bologna e Bologna-Firenze, il cui completamento è programmato entro il 2009. Per quanto riguarda le opere ordinarie sono invece ben 500 i cantieri Fs aperti in ogni parte d`Italia a rischio-blocco, anche se, rispetto all`Anas, le Ferrovie hanno piu` margini di manovra nel sopperire al crollo della liquidita.

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