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Appalti pubblici: indagine dell’Authority sui prezzari per il calcolo della base d’asta

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Con un comunicato stampa del 19 marzo scorso, l’Autorità annuncia l’avvio di un’indagine per verificare l’adozione, la consistenza e la formazione dei prezzari per il calcolo della base d’asta nei pubblici appalti, al fine di prevenire squilibri tra le prestazioni contrattuali e garantire le imprese sull’aggiornamento dei prezzi utilizzati dalle stazioni appaltanti per il calcolo della base d’asta.

L’Autorità ritiene che l’obbligo di aggiornamento dei prezzari, considerando che la congruità della base d’asta è questione di rilevanza generale, debba essere operante nei confronti di tutte le gare di affidamento di lavori pubblici, indipendentemente dal criterio di aggiudicazione o dalle modalità di formulazione delle offerte.

Riportiamo testualmente qui di seguito il testo integrale del comunicato:
L’Autorità ha avviato un’indagine per verificare 1’adozione, la consistenza e la formazione dei prezzari per il calcolo della base d’asta nei pubblici appalti.

Scopo dell’indagine è la prevenzione di eventuali squilibri tra le prestazioni contrattuali e la garanzia alle imprese che i prezzi utilizzati dalle stazioni appaltanti per il calcolo della base d’asta siano aggiornati.

L’ Autorità, già in numerosi pareri ha sottolineato la sussistenza di una stretta correlazione tra la qualità delle prestazioni e l’importo stimato a base d’asta che, se non remunerativo, comporta l’alterazione dell’equilibrio economico tra le prestazioni stesse.

Pertanto una quotazione sottostimata a causa di prezzari non aggiornati rappresenta per le imprese interessate un ostacolo alla partecipazione alla gara, come ribadito dall’Autorità con orientamento costante.

Secondo 1’Autorità l’obbligo di aggiornamento dei prezzari, considerando che la congruità della base d’asta è questione di rilevanza generale, deve essere operante nei confronti di tutte le gare di affidamento di lavori pubblici, indipendentemente dal criterio di aggiudicazione o dalle modalità di formulazione delle offerte.

Esiste effettivamente, dice l’Autorità, la possibilità che, per ragioni anche non imputabili alla stazione appaltante, decorra un lasso temporale significativo tra l’approvazione del progetto e la pubblicazione del bando di gara.

L’eventuale ritardo della stazione appaltante nell’indire la gara, pur potendo di fatto frustrare le finalità per le quali è imposto l’aggiornamento annuale dei prezzi, non può comunque determinare l’annullamento del bando, in quanto l’obbligo di aggiornamento dei prezzi si riferisce alla fase di approvazione del progetto e non a quelle ad essa successive.

La stazione appaltante che non dispone di un proprio prezzario dovrà, aggiunge l’Autorità, utilizzare l’ultimo prezzario regionale vigente nel momento dell’approvazione del progetto, dopo averlo sottoposto ad una verifica di congruità.

Roma, 19 marzo 2008

Per altre informazioni, consultare il sito web:
http://www.autoritalavoripubblici.it/

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