Appalti pubblici: aumentano le gare ma il valore crolla del 6,5% | Edilone.it

Appalti pubblici: aumentano le gare ma il valore crolla del 6,5%

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Dopo l’andamento positivo fatto rilevare nell’ultimo trimestre, il 2013 si apre nel modo peggiore per il mercato pubblico dei soli servizi: il valore complessivo rilevato nel mese di gennaio è il più basso rilevato dal mese di giugno del 2000.

Secondo quanto emerge dall’ultimo aggiornamento (al 31 gennaio 2013) dell’osservatorio Oice-Informatel, le gare per servizi di ingegneria e architettura bandite nel mese sono state 318 (di cui solo 15 sopra soglia), per un importo complessivo di appena 19,8 milioni di euro (8,3 sopra soglia). Rispetto al mese di gennaio 2012 il numero delle gare cresce del 3,9% (-28,6% sopra soglia e +6,3% sotto soglia) e il loro valore cala del 6,5% (-12,2% sopra soglia e -1,9% sotto soglia).

Sempre alti i tassi di ribasso con cui le gare vengono aggiudicate: secondo i dati raccolti fino a dicembre il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2011 è al 39,2%, per quelle indette nel 2012 è al 35,4%. Il ‘record’ è il ribasso del –52% nell’aggiudicazione della gara pubblicata dalla Autovie Venete spa (Ts) per le attività tecnico scientifiche previste dal piano di monitoraggio ambientale per i lavori relativi al nuovo svincolo di Palmanova e variante della SS n. 352 di Grado, con un importo a base d’asta di 338 mila euro, aggiudicata per 162.305 euro.

Considerati i dati sulle macro aree geografiche, nel mese di gennaio 2013, rispetto allo stesso mese del 2012, crescono Meridione, +86,8%, Nord-Est, +14,4% e Centro, +22,5%; mentre sono in calo: Nord-Ovest -14,4%, e Isole, -73,9%.

Analizzando la posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei, si rileva che il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, è passato dalle 21 del 2012 alle 15 del 2013: -28,6%. Nell’insieme dei paesi dell’Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura mostra nello stesso periodo un calo molto più contenuto di quello italiano: -3,2%. Molto modesta la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate: 1,4%, di gran lunga inferiore rispetto a quella di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 40,0%, Germania 13,3%, Polonia 5,7%, Gran Bretagna 5,5%, Svezia 4,3%, Spagna 1,6%.

Contrastato l’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme. Il valore messo in gara nel mese di gennaio cresce del 59,9% rispetto a gennaio 2012, ma scende del 32,9% rispetto al precedente mese di dicembre 2012.

“I dati dell’osservatorio di gennaio spazzano via i pur modesti segnali positivi degli ultimi mesi del 2012” ha dichiarato Luigi Iperti, Vice Presidente Vicario Oice, “ma noi non possiamo rassegnarci a questo salto indietro di quindici anni, la pubblica amministrazione deve tornare ad investire e deve onorare i debiti nei confronti delle imprese; occorre al più presto una guida stabile per il Paese che possa mettere a punto e attuare una vera politica industriale per il settore, che sia nel segno della crescita e dello sviluppo, liberando risorse per un piano di messa in sicurezza del territorio, per interventi nell’edilizia scolastica e in piccole e medie opere infrastrutturali di cui i territori hanno urgente bisogno”.

È soprattutto necessario, secondo Iperti, “intervenire al più presto per evitare che il settore dell’ingegneria e dell’architettura debba, come ulteriore danno, se non beffa, pagare anche le conseguenze scellerate derivanti dalla supposta applicazione del contributo Inarcassa del 4% sul fatturato estero. Questo ulteriore onere può assestare, infatti, un colpo mortale al faticosissimo processo di internazionalizzazione delle società di ingegneria che, in presenza di un mercato domestico in calo come mai e ai livelli del 1999, stanno cercando con molti sforzi di risorse professionali ed economiche di raggiungere un posizionamento sui mercati esteri per compensare il calo del fatturato nazionale”.

“Appare assurdo che non si comprenda – conclude il Vice Presidente Vicario – come la pura e semplice applicazione di norme fiscali a settori del tutto estranei, come è quello della previdenza, sia del tutto illogica a causa di pesantissimi danni per le società che, anche per contratti precedenti il 2013 si trovano a pagare un extra-costo che li pone fuori mercato rispetto ai competitors stranieri.”

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