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Appalti: pubblicato il decreto sui tagli ai prezzi dei materiali

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Sulla Gazzetta Ufficiale del 23 ottobre trova pubblicazione il Decreto-legge n. 162: il preannunciato provvedimento che interviene sull’adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione, principalmente nei commi 4, 5, 6 e 6 bis dell’art.1.

L’articolo 1 di tale decreto prevede, in deroga all’articolo 133 del Dlgs 163/2006 (Codice degli appalti), che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti rilevi, entro il 31 gennaio 2009, le variazioni percentuali su base annuale, in aumento o in diminuzione, superiori all’8%, relative al 2008, dei prezzi dei materiali da costruzione più significativi.

Il dissenso già espresso la scorsa settimana nei confronti del decreto varato dal governo per fronteggiare le difficoltà che le imprese appaltatrici stanno sopportando per il forte aumento dei prezzi delle materie prime, trova ancora voce nell’Agi.

Per l’Agi, l’Associazione imprese generali che riunisce i grandi appaltatori di opere pubbliche, il decreto, «pur muovendo da queste giuste premesse», è comunque «sbagliato perchè del tutto insufficiente a raggiungere l’obiettivo e forse addirittura peggiorativo della disciplina esistente».

Il decreto – spiega l’Agi in un comunicato – «riconosce testualmente la straordinaria necessità ed urgenza di misure di riequilibrio dei rapporti contrattuali tra stazioni appaltanti e imprese esecutrici» di opere pubbliche, «modificatesi a seguito di rilevanti aumenti dei costi di alcuni materiali da costruzione». Riconosce anche che altrimenti si rischia «il blocco della realizzazione di infrastrutture importanti per lo sviluppo del Paese, con le conseguenti pesanti ricadute anche di ordine occupazionale. Purtroppo, pur muovendo da queste giuste premesse, il Governo adotta un provvedimento sbagliato perchè del tutto insufficiente a raggiungere l’obiettivo e forse addirittura peggiorativo della disciplina esistente».

L’Agi motiva il parere espresso spiegando che «la denunciata insufficienza è dovuta a un riconoscimento alle imprese limitato, quanto a perimetro, ai soli maggiori oneri relativi ai materiali da costruzione, con esclusione dei forti rincari dovuti ad energia e prodotti petroliferi e, quanto ad arco temporale, al solo 2008 e non invece esteso all’intero arco temporale trascorso dalla presentazione dell’offerta». «Sono state in tal modo disattese – prosegue la nota – le motivate istanze dell’Agi e delle altre Associazioni imprenditoriali e non è stato scongiurato il rischio della crisi delle imprese, della chiusura dei cantieri e dei licenziamenti dei lavoratori».

In conclusione, l’Agi «auspica e sollecita pertanto una correzione del provvedimento e si adopererà in tal senso durante l’iter della sua conversione in legge».

Leggi il testo del decreto-legge n. 162 del 23 ottobre 2008

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