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Appalti: la Provincia autonoma di Bolzano approva la nuova legge

La L.P. n. 57/2015 introduce semplificazioni e flessibilità in linea con la Direttiva 2014/24/UE

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Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano ha approvato la Legge provinciale n. 57/2015, “Disposizioni sugli appalti pubblici”, che recepisce la Direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 sugli appalti pubblici e introduce una serie di semplificazioni organizzative e burocratiche.

La Provincia Autonoma di Bolzano è la prima istituzione locale italiana, e una delle prime a livello europeo, a dotarsi di una legge sugli appalti pubblici di interesse territoriale, con la quale assume una funzione di governance su tutte le stazioni appaltanti presenti sul suo territorio, basata su trasparenza e semplificazioni, un migliore accesso agli appalti pubblici per le piccole e medie imprese, la suddivisione in lotti qualitativi, un sostegno alla filiera corta del tessuto economico regionale. In questo senso, la legge provinciale n. 57/2015 anticipa la riforma del sistema degli appalti pubblici prevista dalla legge delega.

Procedure negoziate
La Legge provinciale n. 57/2015, nel rispetto della legge delega nazionale, che di fatto recepisce la normativa europea, consente di presentare la domanda nella propria lingua madre, nonché di procedere all’affidamento di lavori con procedure negoziate con il criterio del miglior prezzo, senza previa pubblicazione di un bando, fino a due milioni di euro.

Per gli appalti aventi a oggetto l’esecuzione di lavori di importo fino a due milioni di euro, l’amministrazione aggiudicatrice seleziona dodici operatori economici da invitare, garantendo i principi di rotazione, libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità, tenuto conto, congiuntamente o disgiuntamente, delle esperienze contrattuali registrate dall’amministrazione nei confronti dell’impresa, dell’operatività dell’impresa rispetto al luogo di esecuzione dei lavori e delle maestranze occupate a tempo indeterminato nell’impresa, che devono essere congrue rispetto ai tempi e contenuti dell’appalto.

Lotti quantitativi e qualitativi
Le amministrazioni aggiudicatrici possono decidere di aggiudicare un appalto sotto forma di lotti quantitativi o qualitativi separati e possono determinare le dimensioni e l’oggetto di tali lotti. Nelle linee guida di applicazione della nuova legge sugli appalti saranno definiti i criteri per la suddivisione degli appalti pubblici in lotti qualitativi (prestazioni attribuibili ad una categoria in base al sistema di qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici), per evitare la definizione di lotti comprendenti varie categorie di lavori, situazione che favorisce le imprese più grandi.

Le amministrazioni aggiudicatrici possono aggiudicare appalti per singoli lotti senza applicare le procedure previste dalla direttiva 2014/24/Ue, a condizione che il valore stimato, al netto dell’Iva, del lotto in questione sia inferiore a 80.000 euro per le forniture o i servizi oppure a 1.000.000 di euro per i lavori. Nelle procedure inferiori alla soglia Ue, il valore cumulato dei lotti aggiudicati senza applicare la direttiva non può superare il 30 per cento del valore cumulato di tutti i lotti in cui sono stati frazionati l’opera prevista, il progetto di acquisizione di forniture omogenee o il progetto di prestazione di servizi.

Negli appalti aggregati, i Comuni con popolazione maggiore di 10 mila abitanti possono acquistare lavori, beni e servizi in autonomia; quelli con popolazione inferiore a 10 mila abitanti possono procedere agli acquisti in autonomia solo per servizi fino a 207 mila euro e lavori fino a 2 milioni di euro.

Criteri di valutazione
Nelle gare a procedura aperta e nelle gare a procedura negoziata con previa pubblicazione, le amministrazioni aggiudicatrici procedono all’aggiudicazione degli appalti sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del prezzo o del costo, seguendo un approccio costo/efficacia, quale il costo del ciclo di vita (art. 68 della direttiva 2014/24/UE), e può includere il miglior rapporto qualità/prezzo, valutato sulla base di criteri quali gli aspetti qualitativi, ambientali e/o sociali, connessi all’oggetto dell’appalto pubblico in questione.

Nell’aggiudicazione di appalti pubblici possono essere prescritte, in osservanza della normativa dell’Unione europea, ulteriori condizioni per l’esecuzione dell’appalto nel rispetto della sostenibilità, come il trasporto più breve per le derrate alimentari e minori emissioni di CO2.

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