Appalti e concessioni: tre proposte di riforma dall'Ue | Edilone.it

Appalti e concessioni: tre proposte di riforma dall’Ue

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Sono all’esame delle Commissioni Lavori Pubblici della Camera dei Deputati e del Senato la “Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che riguardano gli appalti pubblici, le procedure di appalto degli enti erogatori nei cosiddetti “settori speciali” – dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali – e l’aggiudicazione dei contratti di concessione.

In particolare le prime due, le proposte 895 e 896, andando a sostituire integralmente le due direttive vigenti in materia (2004/17/CE e 2004/18/CE), sono state predisposte a seguito di due consultazioni pubbliche svolte nel 2011. Le nuove direttive dovrebbero essere approvate entro la fine del 2012 ed essere recepite negli Stati membri entro il 30 giugno 2014.

La Commissione europea intende perseguire una serie di obiettivi tra cui: semplificare e rendere più flessibile il quadro normativo e le procedure sugli appalti chiarendo una serie di aspetti della disciplina vigente in materia di appalti pubblici, in particolare per quanto riguarda: il campo di applicazione, le procedure, il valore delle soglie, la selezione dei candidati, la produzione dei documenti relativi alle gare di appalto, il contrasto alla corruzione, ai favoritismi e ai conflitti di interesse.

Per creare un vero e proprio mercato europeo degli appalti, l’Ue propone il ricorso obbligatorio agli appalti elettronici; la previsione di un regime speciale per i servizi sociali; il calcolo del costo del ciclo di vita dei prodotti o dei servizi oggetto dell’appalto ai fini della sua aggiudicazione; le modifiche dell’appalto in corso di esecuzione; garantire un maggiore accesso delle pmi agli appalti pubblici mediante la riduzione degli oneri e la suddivisione degli appalti in lotti.

Ai fini dell’aggiudicazione degli appalti, l’Unione europea indica di prestare maggiore attenzione ai vincoli sociali e ambientali, un migliore utilizzo delle risorse e una maggiore efficienza energetica, la promozione dell’innovazione, dell’occupazione e dell’inclusione sociale, nonché l’offerta di servizi sociali di alta qualità.

La proposta 897 detta, invece, una serie di disposizioni in tema di aggiudicazione dei contratti di concessione. Tra le principali novità introdotte dal testo si segnalano: la definizione di un chiaro quadro giuridico in materia che disciplini l’aggiudicazione delle concessioni di lavori e anche l’aggiudicazione delle concessioni di servizi, escludendo i servizi alla persona; l’applicazione della normativa alle concessioni di servizi e di lavori il cui valore stimato sia uguale o superiore a 5.000.000 di euro; l’introduzione di una definizione più precisa dei contratti di concessione, in particolare con riferimento al concetto di “rischio operativo sostanziale”.

Sempre su questo fronte, l’Ue propone l’individuazione dei casi in cui i contratti di concessione stipulati tra amministrazioni pubbliche non sono soggetti all’applicazione delle norme; l’individuazione dei requisiti concreti applicabili alle diverse fasi del processo di aggiudicazione tra cui: l’obbligo di pubblicare in Gazzetta ufficiale dell`Unione europea, precedentemente alla loro aggiudicazione, i bandi relativi ai contratti di concessione; le garanzie procedurali da applicare in particolare durante la fase delle negoziazioni; gli obblighi attinenti ai criteri di selezione che devono essere applicati in sede di valutazione qualitativa dei candidati; i criteri di aggiudicazione delle concessioni; l’estensione dell’ambito di applicazione delle norme relative ai mezzi di ricorso nel settore degli appalti pubblici (direttiva 89/665/CEE del Consiglio) anche alle concessioni disciplinate dalla direttiva.

O.O.

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