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Appalti: associazioni unite per la nuova legge regionale

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Per la prima volta nella storia del settore dei lavori pubblici, tutte le sigle che lo rappresentano – Cna, Confcooperative, Confindustria Lazio, Federarchitetti, Federlazio, Inarsind, Lega Coop Lazio, Oice Unicoop Lazio, Unicoop Lazio – hanno sottoscritto un documento unitario con le proposte delle varie categorie per la redazione della nuova legge regionale sugli appalti pubblici.

Riportiamo dunque in sintesi le proposte sottoscritte all’unanimità perché siano inserite nel nuovo testo allo studio. Creazione di una nuova “struttura” costituita con le associazioni di categoria e con gli ordini professionali che dovrebbe affiancare la Regione Lazio “nel lavoro di analisi dei prezzi delle prestazioni professionali per un aggiornamento annuo del prezzario regionale. Questo introdurrebbe un reale parametro di congruità dei prezzi e consentirebbe di valutare le offerte anomale in tutte quelle proposte economiche che sono al di sotto della relativa analisi dei prezzi con evidenti vantaggi anche per la qualità della prestazione”.

Istituzione di un Osservatorio Regionale e di un Tavolo permanente di monitoraggio. Oltre a monitorare le gare, l’Osservatorio dovrebbe anche “nominare i commissari delle commissioni giudicatrici delle gare di affidamento; fornire apposite schede, basate su dati oggettivi raccolti, che consentano di valutare qualitativamente e quantitativamente le prestazioni dei progettisti, dei direttori dei lavori, delle imprese, dei subappaltatori, dei Rup e delle stazioni appaltanti, in modo da creare un archivio dati dei fornitori, attori e interlocutori dell’amministrazione, utile per l’affidamento di ulteriori incarichi e finanziamenti”.

Incentivazione del project financing: il documento sottolinea come, di fronte alla carenza di risorse pubbliche, sia necessario sempre di più ricorrere allo strumento del project financing per realizzare le opere pubbliche. “Si potrebbe ipotizzare a questo proposito – si legge nel documento – di riconoscere un favore al promotore che abbia proposto all’amministrazione l’inserimento di un’opera finanziabile con il contributo privato all’interno degli strumenti programmatori”.

Tra le altre richieste, da segnalare è quella del ripristino del fondo rotativo regionale per il sostegno alla progettazione e per incentivare gli incarichi esterni alle Pa a garanzia della qualità progettuale ed esecutiva dell’opera.

Per evitare ribassi troppo alti nelle offerte si auspica che la Regione, “in attuazione dell’art. 266 comma 1c, indichi i criteri per contenere il ribasso entro limiti tali da garantire la qualità dell’opera e salvaguardare la dignità professionale”.

Una possibile modalità di affidamento per gli incarichi tra  20.000 e 100.000 euro, potrebbe avvenire – si sostiene nel documento – tramite curricula e presentazione di una proposta progettuale, composta da soli schizzi e schemi al fine di valutare un’ipotesi progettuale specifica sull’area d’intervento”.

A proposito di concorsi di idee e di progettazione, si legge nel documento che “devono essere predisposti solo in presenza di un documento preliminare alla progettazione. Questo consentirebbe maggiore certezza del risultato finale”. A questo proposito il documento suggerisce “un ripensamento” di tutto il sistema concorsi: “le commissioni giudicatrici vanno composte estraendo professionisti di varia origine per garantire la rappresentatività di tutti i soggetti del mondo della progettazione.

Attraverso la verifica preliminare della corrispondenza delle proposte, quelle non rispondenti ai requisiti non devono partecipare alla successiva fase di valutazione. Per garantire la massima partecipazione, anche ai giovani professionisti e agli studi più piccoli, si propone di instaurare procedure snelle, modalità di presentazione semplici in modo da premiare l’idea e non la sua presentazione, garantire premi al vincitore e ai primi classificati e rimborsi spese ai segnalati.

L’opera oggetto del concorso, inoltre, dovrà prevedere l’obbligatorietà di coinvolgere il vincitore nelle fasi successive di progettazione e realizzazione in vari modi (supervisione, partecipazione alla progettazione, direzione lavori) anche in relazione al possesso dei requisiti”.

Il documento propone di “esplorare forme e criteri analoghi al sistema Soa per gli ingegneri e per gli architetti per assicurare procedure di verifica e certificazione delle prestazioni professionali”.

Si propone l’affidamento della verifica in corso di progettazione a un Organismo di Ispezione di tipo A, accreditato ai sensi della Norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020 per lavori di importo superiore a 1.000.000 di euro. “L’organismo di ispezione dovrà effettuare la verifica secondo i criteri già specificati dal Codice e dal Regolamento, per qualunque livello di progetto e di importo e sottoscrivere congiuntamente la validazione.

di O.O.

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