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Ance: l’entità degli investimenti statali nelle infrastrutture

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La manovra finanziaria pubblica per il 2009 sostanzialmente interrompe la crescita degli stanziamenti destinati alle infrastrutture registrata negli ultimi due anni (+12,4% nel 2007 e +13,3% nel 2008). Lo afferma l’Ance in un’analisi fornita sulle risorse destinate dallo Stato alle infrastrutture, estratto dal “° Rapporto sulle infrastrutture in Italia”. L’analisi, che l’Ance compie da oltre vent’anni per quantificare le risorse annualmente stanziate per le infrastrutture, si basa esclusivamente sui capitoli del bilancio dello Stato che recano nuovi stanziamenti per le infrastrutture.

L’attenzione è quindi circoscritta ai finanziamenti potenzialmente in grado di attivare nuova domanda di attività edilizia, quantificata attraverso le dotazioni di competenza che misurano, appunto, la capacità dello Stato di intraprendere nuovi investimenti. Nella stima dell’Ance vengono considerati tutti i capitoli di bilancio relativi ad investimenti infrastrutturali, e per quelli contenenti contributi pluriennali l’importo viene calcolato ipotizzando l’attivazione di un finanziamento di cui i contributi pluriennali costituiscono le rate annuali di ammortamento. L’attivazione degli investimenti, così determinati, viene stimata in quattro anni e in quote costanti. L’analisi del Bilancio dello Stato, unito al DL 185/2009, cosiddetto  “anticrisi”, porta a quantificare le risorse per nuovi investimenti infrastrutturali nel 2009 in 16.824 milioni di euro, che corrispondono ad una riduzione del 13,4% in termini reali rispetto al 2008.

Il rischio –  secondo l’Ance – è di vedere ripetere quanto accaduto nella prima metà degli anni Novanta, in cui è stata adottata una politica di bilancio che, per il rispetto degli impegni comunitari sul contenimento della spesa pubblica, ha agito esclusivamente sulla componente in conto capitale lasciando crescere quella corrente.

Dalla composizione dei dati previsionali di spesa del bilancio emerge un dato particolarmente significativo. Solo il 2,2% delle dotazioni di competenza previste per il 2009 sarà destinato a nuovi investimenti infrastrutturali, contro il 53% destinato a spese correnti e il 40% per le spese per interessi e per il rimborso dei prestiti.

La riduzione delle risorse per il 2009 assume un significato ancora più critica se si considera la crisi economico-finanziaria in corso che, al contrario di quanto accaduto, avrebbe richiesto da parte dello Stato un intervento più espansivo in grado di sostenere, con l’aumento degli investimenti in conto capitale, reddito e occupazione.

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