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Anas avvia le procedure per fermare i cantieri

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Blocco dei cantieri pubblici per mancanza di fondi. Il Cda dell’Anas ha dato mandato oggi al presidente Vincenzo Pozzi di avviare le procedure per la messa in sicurezza e la sospensione degli stessi. Lo si apprende in una nota della società. “Tale sospensione – si legge nella delibera – potrà essere attivata già dal prossimo mese di luglio, a far data dal quale non si potrà procedere a ulteriori pagamenti inerenti spese di investimento”.

Data la situazione di particolare criticità, il Cda ha inoltre invitato Pozzi a fornire sull’andamento e sugli sviluppi della vicenda una “puntuale e tempestiva” informazione. La decisione è stata presa, spiega l’Anas “in attesa di un auspicabile ed urgente provvedimento normativo che consenta all’Anas un innalzamento del tetto di spesa”. Alle Ferrovie e all’Anas servono circa 12 miliardi di euro “per le sole spese di cassa”.

A proposito della mancanza di fondi, il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, parla proprio della loro carenza come ostacolo alla prosecuzione delle opere pubbliche e chiarisce che il governo “non vuole e non può fermarli ma dal momento che i soldi non ci sono ora possiamo solo stabilire delle priorità”. Di Pietro ha ricordato di aver incontrato i dirigenti delle due aziende e ha anche esposto nel dettaglio le risorse necessarie a Rfi: “Mancano 2 miliardi e 100 per l’Alta velocità, 3 miliardi per la rete convenzionale, 900 milioni di euro per i contratti di programma e 618 milioni per gli interessi Ispa. In totale 6 miliardi e 619 milioni di euro per fronteggiare solo la cassa – ha aggiunto il ministro – ai quali si aggiungono i cinque miliardi necessari ad Anas, dei quali circa due sono indispensabili immediatamente”.

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