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Ance spiega perchè in Italia non ci sarà la bolla immobiliare

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Il mercato immobiliare italiano non è a rischio. La rassicurazione proviene dal presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, alla presentazione dei dati dell’osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni. “Va detto con chiarezza che in Italia non c’è, né ci sarà alcuna bolla immobiliare a differenza di quanto accaduto negli Usa e negli altri paesi europei come Spagna e Irlanda”. Così ha dichiarato in aggiunta il presidente Buzzetti.

Contestualmente, va rilevato che per i dati dell’Ance, il settore dell’edilizia residenziale è in arretramento così come tutto il comparto delle costruzioni: la produzione di nuove case si ridurrà del 2,5% nel 2008 e del 3% nel 2009. Dopo nove anni consecutivi di crescita, il settore subisce una battuta d’arresto per la prima volta nel 2008. “Questo fenomeno però non è la conseguenza di una sovrapproduzione degli ultimi anni ma è il risultato delle difficoltà dovute agli effetti della crisi finanziaria internazionale, incontrate dalle famiglie e dalle imprese nell’accesso al credito”. A pesare, avverte l’Ance, sono i tassi di interesse sui mutui, troppo alti rispetto alla media europea. Per questo, il presidente Paolo Buzzetti ha chiesto al sistema bancario di intervenire al più presto per una riduzione: “dopo gli interventi pubblici di aiuto alle banche – ha detto Buzzetti – è necessario un abbassamento del costo del denaro”. Anche perchè l’Italia ha bisogno di nuove abitazioni: da noi non c’è né ci sarà alcuna bolla immobiliare”.

In generale, spiega l’associazione, si tratta di un dato peggiore rispetto a quanto previsto nel precedente Osservatorio dello scorso maggio, dovuto alla revisione dei piani aziendali su cui sta pesando il clima di incertezza che domina l’economia e le preoccupazioni sulle ripercussioni della crisi dei mercati. Un calo che non riguarda solo l’edilizia residenziale, dove, tra l’altro, si registra un lieve incremento degli investimenti in recupero abitativo, ma anche il settore delle opere pubbliche: l’Ance evidenzia una contrazione degli investimenti pari al 3,7% nel 2008 e al 4,7% nel 2009.

Tuttavia, il settore, avverte Buzzetti, “ha una forte capacità anticiclica”. Per questo servono misure “mirate a non fermarlo” come un adeguato piano casa e risorse per le infrastrutture. L’Italia ha bisogno di edilizia abitativa e a differenza di altri paesi europei o degli Usa non rischia alcuna bolla immobiliare: le nuove abitazioni costruite tra il 2003 e il 2007 sono state più contenute rispetto ad altri paesi, 78 per 100 nuove famiglie, contro la Spagna, ad esempio, che ne ha costruite 164 a fonte di nuova domanda pari a 100. Inoltre, sono ancora circa 4 milioni e mezzo (il 18,8% del totale) coloro che abitano in affitto. Quello che invece serve subito è una riduzione dei tassi di interesse sui mutui che superano di circa un punto la media dell’area euro ed un allentamento della stretta creditizia da parte delle banche.

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