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Vertice Asia-Europa: clima, questione prioritaria

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Si è concluso sabato a Pechino il Vertice Asia-Europa (ASEM). I 27 leader europei, tra cui il premier italiano Silvio Berlusconi, e i 16 asiatici hanno approvato tre documenti sulla crisi finanziaria, i cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile.

Al termine del vertice il Commissario dell’Unione Europea Josè Manuel Barroso ha affermato che la crisi finanziaria globale non deve essere considerata un pretesto per ritardare la lotta ai cambiamenti climatici. Per questo, ha sottolineato nella dichiarazione finale del summit, si fa riferimento all’importanza di uno sviluppo sostenibile delle nazioni. “Se non agiamo con efficacia contro il cambiamento climatico, ci saranno serie conseguenze”, ha detto Barroso durante la conferenza stampa finale.

Il vertice di Pechino ha stabilito che non vi può essere sviluppo economico che non tenga conto della qualità ambientale, che lo sviluppo sostenibile è una sfida urgente e va incentivata dagli organismi internazionali, che lo sviluppo dell’agricoltura deve assumere modalità compatibili con la riduzione della fame e della povertà, che vanno ridotte le emissioni nocive in atmosfera promuovendo il rimboschimento e lo sviluppo di energie rinnovabili e pulite. Si tratta di obiettivi destinati a restare sulla carta se una cooperazione internazionale più efficace non prenderà il sopravvento e se i singoli governi non adotteranno provvedimenti conseguenti.

Il Commissario Ue ha poi aggiunto che si arriverà entro l’anno prossimo a un accordo globale sulla base del ‘pacchetto clima’ europeo, attraverso la conferenza Onu sui cambiamenti climatici, che si terrà a Poznan (Polonia) dall’1 al 12 dicembre, e la conferenza di Copenaghen di fine 2009, sempre sotto egida Onu, per ridiscutere un nuovo piano di azione sul clima che sostituisca gli accordi di Kyoto, che scadranno nel 2012.

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