Terre e rocce da scavo: prove tecniche di testo unico | Edilone.it

Terre e rocce da scavo: prove tecniche di testo unico

Approvato in via preliminare lo schema di decreto che introduce una disciplina semplificata sulla gestione delle terre e rocce da scavo:parte la consultazione pubblica

TRS
image_pdf

Il Consiglio dei Ministri,  il 6 novembre 2015, ha approvato  in via preliminare lo schema di decreto relativo alla gestione semplificata delle terre e rocce da scavo (TRS).
Predisposto al fine di introdurre una disciplina semplificata sulla gestione delle terre e rocce da scavo, consentendo di assorbire tutte le disposizioni attualmente vigenti in un testo unico integrato e autosufficiente, lo schema di decreto dovrà, ai sensi di quanto indicato nello “Sblocca Italia” introdurre ulteriori semplificazioni rispetto a quanto fatto dal D.M. n. 161/2012 e dalla quasi totalità delle norme che in precedenza ne regolavano l’uso, delle quali è infatti prevista la pressoché totale abrogazione.
In particolare, l’articolo 8 dello “Sblocca Italia” prevede l’adozione di un DPR recante la disciplina semplificata sulla gestione delle terre e rocce da scavo, da sottoporre ad una fase di consultazione pubblica che si concluderà il 19 dicembre 2015.
Le possibili novità: oggetto ed esclusioni

Oggetto:
• la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti, provenienti da cantieri di piccole dimensioni, compresi quelli finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture;
• la disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti;
• la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.
Esclusioni:
• l’immersione in mare di materiale derivante da attività di scavo e attività di posa in mare di cavi e condotte;
• i rifiuti provenienti direttamente dall’esecuzione di interventi di demolizione di edifici o di altri manufatti preesistenti.

TRS  qualificabili come sottoprodotti

Le terre e rocce da scavo qualificabili come sottoprodotti:
• sono quelle che originano nel corso della realizzazione di un’opera, di cui costituiscono parte integrante e il cui scopo primario non è la loro produzione;
• devono essere gestite in conformità al piano di utilizzo (esecuzione della stessa opera per la realizzazione di reinterri, riempimenti, rimodellazioni, rilevati, …; in processi produttivi, in sostituzione di materiali di cava);
• devono essere idonee all’utilizzo diretto, nessun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale;
• devono possedere i requisiti di qualità ambientale per specifici utilizzi

Il deposito intermedio di tale tipologia di terre e rocce da scavo (che non costituisce utilizzo) può essere effettuato nel sito di produzione, di destinazione o in altro sito, a condizione che siano rispettati i seguenti requisiti:
• il sito rientra nella medesima classe di destinazione d’uso urbanistica;
• l’ubicazione e la durata del deposito sono indicate nel piano di utilizzo;
• la durata del deposito non può superare il termine di validità del piano di utilizzo;
• il deposito delle TRS deve essere fisicamente separato e gestito in modo autonomo anche rispetto ad altri depositi di TRS oggetto di differenti piani di utilizzo e a eventuali rifiuti presenti nel sito, in deposito temporaneo;
• il deposito delle TRS deve essere conforme alle previsioni del piano di utilizzo e si identifica tramite apposita segnaletica.
Per quanto riguarda il loro trasporto, quelle generate da cantieri di grandi dimensioni sono sempre accompagnate dalla documentazione indicata nell’allegato 6 (triplice copia), mentre quelle prodotte in cantieri di piccole dimensioni o in cantieri di grandi dimensioni non sottoposti a VIA o AIA devono essere accompagnate, se previsto, dal documento di trasporto o da copia del contratto di trasporto redatto in forma scritta.
L’attestazione di avvenuto utilizzo deve essere consegnata all’autorità competente, entro il termine di validità del piano di utilizzo. Omessa dichiarazione nei termini: cessazione, con effetto immediato, della qualifica del terre e rocce da scavo come sottoprodotto.

TRS  qualificabili come rifiuti

Se le terre e rocce da scavo non possono essere qualificate alla stregua di sottoprodotti, sono considerate rifiuti, e vanno trattate come segue.
Il deposito temporaneo si effettua attraverso il raggruppamento e il deposito preliminare alla raccolta delle TRS realizzato presso il sito di produzione, prima della raccolta e ai fini del successivo trasporto agli impianti di recupero o di smaltimento, nel rispetto di specifiche condizioni:

  • le TRS che contengono inquinanti organici persistenti devono essere depositate nel rispetto delle norme tecniche che regolano lo stoccaggio e l’imballaggio dei rifiuti contenenti sostanze pericolose e gestiti conformemente al regolamento 850/04;
  • non può avere durata superiore ad un anno e non può superare il quantitativo di 4000 metri cubi, di cui al massimo 800 metri cubi, se sono qualificati come rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché i rifiuti non superino il predetto limite quantitativo, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno;
  • deve essere effettuato nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute;
  • nel caso di rifiuti pericolosi, deve essere realizzato in maniera tale da evitare la contaminazione delle matrici ambientali ed in particolare deve essere garantito un idoneo isolamento dal suolo, nonché la protezione dall’azione del vento e dalle acque meteoriche, anche con il convogliamento delle acque stesse.

Esclusioni

  • utilizzo nello stesso sito in cui sono prodotte;
  • produzione di TRS nell’ambito della realizzazione di opere o attività sottoposte a VIA: la sussistenza delle condizioni e dei requisiti (art. 185, comma 1, lettera c) del TUA) è effettuata in via preliminare, in funzione del livello di progettazione e in fase di stesura del SIA

TRS  nei siti oggetto di bonifica
L’utilizzo nel sito è possibile se é garantita la conformità alle CSC o ai valori di fondo per la specifica destinazione d’uso.
Le TRS non conformi alle CSC, ma inferiori alle CSR possono essere utilizzate nello stesso sito alle seguenti condizioni:

  •  le CSR, all’esito dell’analisi di rischio, sono preventivamente approvate dall’autorità ordinariamente competente, mediante convocazione di apposita conferenza di servizi. Le TRS conformi alle CSR sono riutilizzate nella medesima area assoggettata all’analisi di rischio e nel rispetto del modello concettuale preso come riferimento per l’elaborazione dell’analisi di rischio. Non è consentito l’impiego di TRS conformi alle CSR in sub-aree nelle quali è stato accertato il rispetto delle concentrazioni soglia di contaminazione;
  • se, ai fini del calcolo delle CSR, non é stato preso in considerazione il percorso di lisciviazione in falda, l’utilizzo delle TRS è consentito solo nel rispetto delle condizioni e delle limitazioni d’uso indicate all’atto dell’approvazione dell’analisi di rischio da parte dell’autorità competente.

Questionario online fino al 19 dicembre

Fino al 19 dicembre 2015, compilando un questionario on‐line, sarà possibile partecipare alla consultazione avviata dal Ministero dell’Ambiente. Il modulo per l’invio delle osservazioni sullo schema di D.Lgs è consultabile all’indizizzo esurv.org.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Terre e rocce da scavo: prove tecniche di testo unico Edilone.it