Terre e rocce da scavo: la guida dell'Ance | Edilone.it

Terre e rocce da scavo: la guida dell’Ance

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Dal 6 ottobre scorso è in vigore il decreto ministeriale n. 161 del 10 agosto 2012 (pubblicato in G.U. n.221 del 21 settembre 2012), che stabilisce nuovi parametri e criteri in materia di utilizzazione e gestione delle terre e delle rocce da scavo.

A tal proposito, l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) ha preparato un dossier in cui analizza le principali novità normative. Il dossier è organizzato in due parti: un’analisi dettagliata delle disposizioni contenute nel decreto ministeriale, con particolare riguardo ai riflessi applicativi/operativi per il settore edile; una sezione “domande & risposte” nella quale sono racchiusi alcuni dei più frequenti quesiti posti in questi primi mesi di applicazione della nuova normativa.

La procedura tracciata nel decreto può essere sinteticamente riassunta in tre parti: piano di utilizzo da presentarsi all’autorità competente; approvazione ed esecuzione del piano di utilizzo (con possibilità di aggiornamento in corso d’opera); trasporto dei materiali e dichiarazione di avvenuto utilizzo. Essa si applica in tutti i casi in cui si desidera gestire le terre e rocce derivanti da scavi e i residui derivanti dalla lavorazione di materiali lapidei (su questo aspetto vi potrebbero essere delle incertezze applicative) come sottoprodotti. Nel caso ciò non sia possibile, resta valido il principio “end of waste” (ancora in fase di definizione dal Ministero dell’ambiente).

Il dossier Ance riassume anche a quali tipi di materiali è applicabile il decreto: quelli derivanti da lavori di costruzione, demolizione, recupero, ristrutturazione, restauro, manutenzione (art. 1 c. 1 ) relativi a scavi in genere, perforazioni, trivellazioni, palificazioni, consolidamento ecc., opere infrastrutturali, rimozione e livellamento opere in terra, materiali litoidi e simili provenienti da escavazioni effettuate negli alvei sia dei corpi idrici superficiali. Inoltre si applica ai residui derivanti dalla lavorazione di materiali lapidei anche non connessi alla realizzazione di un’opera e non contenenti sostanze pericolose.

Dopo aver fornito una descrizione delle varie tipologie dei materiali di scavo e un’accurata definizione di terminologie quali “sito di destinazione”, “sito di deposito intermedio” ecc., e aver esplicato le condizioni generali affinché un materiale sia qualificato come sottoprodotto, il dossier Ance entra nel merito del Piano di utilizzo: chi lo presenta e chi, tempi e procedure, adempimenti, coinvolgimento dell’Arpa, deposito, caratterizzazione ambientale, operazioni di normale pratica industriale, procedure di caratterizzazione chimico-fisiche. L’ultima parte, infine, elenca requisiti e condizioni per il trasporto e per redarre una corretta dichiarazione di avvenuto utilizzo (Dau).

Sul sito ufficiale dell’Ance sono disponibili le due parti del dossier: la prima, dedicata a una panoramica generale sulla normativa e le definizioni; la seconda, con le risposte alle domande più frequenti in materia.

 Scarica la prima parte del dossier (.pdf)

 Scarica le Faq (.pdf)

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