Terre e rocce da scavo, c'è il secondo ok allo schema di decreto | Edilone.it

Terre e rocce da scavo, c’è il secondo ok allo schema di decreto

Il Consiglio dei ministri ha approvato in secondo esame uno schema di decreto per la disciplina delle terre e rocce da scavo, tenendo conto delle osservazioni fatte da cittadini e addetti ai lavori tramite consultazione pubblica

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Nuovo passo in avanti per la disciplina di gestione delle terre e rocce da scavo. Nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha approvato in secondo esame preliminare uno Schema di decreto del Presidente della Repubblica dovrebbe semplificare il quadro normativo. A un’analisi in prima battuta, questo testo rappresenta di fatto il passo più vicino all’idea di testo unico per la disciplina, in linea con quanto già evidenziato all’atto della prima approvazione dello schema di decreto. Rispetto a questo primo esame preliminare, il testo è stato ulteriormente integrato e modificato a seguito della consultazione pubblica rivolta a cittadini, associazioni e stakeholders del settore, che dal 18 novembre al 19 dicembre scorso hanno potuto presentare sul sito del Minambiante osservazioni e proposte di modifica.

Riepilogando, in sintesi, il testo disciplina:

  • la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti;
  • il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti;
  • l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce escluse dal campo di applicazione della disciplina dei rifiuti;
  • la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

Come precisato dal ministero, il testo segue i principi dell’economia circolare il principio della gerarchia nella gestione dei rifiuti, che ha come obiettivo la riduzione della produzione dei rifiuti (anche attraverso la gestione dei residui di produzione come sottoprodotti) e degli impatti che dalla gestione dei rifiuti possono derivare sulla salute umana e sull’ambiente.

Sotto il profilo ambientale il regolamento:

  • incrementa l’utilizzo delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti;
  • riduce il riscorso all’utilizzo di materiale di cava;
  • riduce i costi connessi all’approvvigionamento di materia prima;
  • ridimensiona il ricorso allo smaltimento in discarica.

Le principali novità introdotte tra la prima e la seconda lettura (cioè, a seguito della consultazione pubblica), sono:

  • procedure più semplici per attestare che le terre e rocce da scavo generate nei cantieri di grandi dimensioni soddisfano i requisiti per essere qualificate sottoprodotti;
  • tempi certi per la definizione delle procedure, anche attraverso l’introduzione di meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia degli uffici pubblici;
  • il rafforzamento del sistema dei controlli;
  • l’allineamento della normativa italiana a quella europea;
  • la possibilità per il proponente di chiedere all’ARPA o APPA territorialmente competente di eseguire la validazione preliminare del piano di utilizzo e di effettuare lo svolgimento in via preventiva dei controlli previsti dalla legge;
  • una specifica procedura per l’utilizzo nel sito di produzione, delle terre e rocce da scavo, escluse dal campo di applicazione della disciplina dei rifiuti e prodotte nell’ambito della realizzazione di opere o attività sottoposte a valutazione di impatto ambientale.

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