Rischio alluvioni: nuove regole Ue per le criticità | Edilone.it

Rischio alluvioni: nuove regole Ue per le criticità

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Con una direttiva dello scorso ottobre, l’Unione europea detta le misure per ridurre e prevenire le conseguenze negative apportate dalle alluvioni alla salute, all’ambiente, al patrimonio culturale ed alle attività economiche. Gli Stati membri dunque, dovranno adattarsi alle disposizioni entro il 29 novembre 2009, mentre entro il 22 dicembre 2015 dovranno presentare i primi piani del rischio alluvioni elaborati a livello di distretto idrografico.

Pur trattandosi di fenomeni naturali impossibili da prevenire, si ritiene che esistano alcuni fattori ‘aggravanti’che possono esser governati. E’ il caso di alcune attività umane (crescita degli insediamenti umani, incremento delle attività economiche nelle pianure alluvionali, riduzione della naturale capacità di ritenzione idrica del suolo a causa dei suoi vari usi) e dei cambiamenti climatici. In relazione a questi ultimi, che in particolare contribuiscono ad aumentare la probabilità delle alluvioni e ad aggravare gli impatti negativi, l’Ue sostiene l’adozione di misure specifiche e coordinate a livello di bacino idrografico. La nuova direttiva integra la direttiva quadro sulle acque che introduce l’obbligo di predisporre piani di gestione dei bacini per tutti i distretti idrografici (i piani di bacino hanno la finalità di realizzare un buono stato ecologico e chimico delle acque).

Del resto nell’ambito della Comunità i territori sono vari, esistono diversi tipi di bacino e le tipologie di alluvioni si distinguono fra loro. Per questo – afferma la Ue – gli obiettivi della gestione dei rischi di alluvioni devono essere stabiliti dagli stessi Stati membri sulla base delle condizioni locali e regionali e che in ogni distretto idrografico o unità di gestione devono essere valutati i rischi di alluvioni e la necessità di ulteriori azioni.

I singoli Stati devono essere in grado di valutare prima di elaborare una qualsiasi politica di prevenzione e riduzione del rischio. Quindi la direttiva prevede alcuni strumenti come la valutazione preliminare (da elaborare entro il 22
dicembre 2011), le mappe della pericolosità e le mappe del rischio di alluvioni (da elaborare entro il 22 dicembre 2013). Si tratta di due strumenti d’informazione e di una solida base per definire le priorità e adottare ulteriori decisioni di carattere tecnico, finanziario e politico e riportano le potenziali conseguenze negative associate ai vari scenari di alluvione, comprese informazioni sulle potenziali fonti di inquinamento ambientale a seguito di alluvioni.

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