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Rifiuti nel Lazio: via al Decreto Clini

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È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto con cui il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini predispone le azioni per superare la critica situazione dei rifiuti a Roma. Con questa pubblicazione pertanto il provvedimento, emanato in attuazione di quanto disposto dalla Legge di Stabilità di fine anno (articolo 1, dai commi 358, 359 e 360, Legge n. 228 del 2012), diventa operativo, impegnando le autorità locali a rispettarlo nell’arco di un mese. A partire dal 25 gennaio pertanto i rifiuti urbani prodotti a Roma, Fiumicino e Ciampino e nel Vaticano verranno trattati negli stabilimenti del Lazio che dispongono di capacità residua, in attesa che – entro il 15 febbraio – le autorità competenti completino le procedure di autorizzazione relative ad altri impianti nella Regione.

“Il percorso e le misure individuate dal decreto consentono di allineare la gestione dei rifiuti di Roma e del Lazio – ha spiegato il ministro Clini – alle direttive europee e alle leggi nazionali, utilizzando al meglio l’impiantistica esistente e programmata nella Regione”. Per sorvegliare sulla sua effettiva applicazione, è stato nominato un ‘supercommissario’, il prefetto a riposo Goffredo Sottile, la qual carica durerà sei mesi.  

Due pertanto gli assi principali del decreto: su un fronte, le autorità dovranno raggiungere la piena utilizzazione degli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani esistenti nel Lazio che hanno una capacità autorizzata residua di trattamento; parallelamente, andranno completate le procedure in corso per l’autorizzazione degli impianti di trattamento meccanico biologico nel Lazio. Il decreto predispone inoltre forza azioni per favorire il recupero energetico dei rifiuti urbani e più in generale per ridurre il quantitativo dei rifiuti urbani avviati a smaltimento mediante il pieno utilizzo degli impianti esistenti nella regione. Nel caso specifico della città di Roma, dovrà essere reso operativo il piano per la raccolta differenziata nel Comune sottoscritto da Ama e Conai il 30 giugno scorso, pena l’intervento del commissario.

Il decreto ‘blocca’ pertanto l’ipotesi “di riconsiderare la proroga di Malagrotta e la realizzazione di una discarica provvisoria a Monti dell’Ortaccio”, come spiega Clini, “perché gran parte delle ragioni che hanno portato a queste decisioni saranno superate dai risultati del decreto e secondo il decreto solo in caso di necessità, e limitatamente alle quantità che risulteranno dopo il riciclo e la piena utilizzazione degli impianti, potrà essere considerata la possibilità di individuare aree idonee per discariche”.

I tempi per l’attuazione fissati dal Decreto sono molto stringenti, per evitare che si determini una situazione di emergenza nella gestione dei rifiuti della capitale e nello stesso tempo per prevenire le sanzioni connesse alla procedura di infrazione europea.

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